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«Furto Catania»: La Sicilia non le manda a dire su Zago e il gol annullato a Cicerelli

Il quotidiano etneo sceglie un titolo durissimo per il 2-1 del Viviani e rilancia i dubbi sull'arbitraggio di Francesco Zago. Il nodo resta il gol annullato a Cicerelli al 37'.

Lo stadio Angelo Massimino di Catania
Lo stadio Angelo Massimino — Foto: MicheleC0213 · CC BY-SA 4.0

«Furto Catania». Così La Sicilia ha scelto di raccontare il 2-1 subito ieri al Viviani, e non è un titolo che si possa liquidare come colore da prima pagina: fotografa la rabbia di una piazza che si è vista annullare un gol e assegnare un rigore nel giro della stessa partita, e che adesso si chiede se dietro ci sia solo sfortuna o qualcosa di più.

Il nodo è tutto nel primo tempo. Il Potenza era già avanti con Ghisolfi, che aveva sbloccato il match al 3' su assist di D'Auria, quando al 37' il Catania ha trovato il pareggio con Cicerelli: gol annullato. Da lì la partita è cambiata di segno, perché al 66' un controllo al Football Video Support ha trasformato un contatto in area tra Bruzzaniti e Loiacono in calcio di rigore, trasformato da Castorani per il 2-0. Il gol di Allegretto al 90' ha riaperto il punteggio solo nei numeri, non nella sostanza del risultato.

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A dirigere la gara al Viviani c'era Francesco Zago, di Conegliano. È lui il nome su cui La Sicilia punta il dito con il suo titolo, mettendo in fila l'episodio Cicerelli e il rigore concesso al Potenza come se fossero due facce della stessa moneta. Il quotidiano non si limita a commentare una sconfitta: la racconta come un furto, cioè come un episodio che va oltre il campo.

Resta il fatto che il Catania ha chiuso la gara con sei cartellini gialli — Allegretto al 25', Longo (il tecnico) al 38', Coda al 60', poi Caturano, Torrasi e Di Gennaro tra l'89' e il 90' — contro due soli ammoniti per i lucani. Un dato che pesa quando si discute di episodi arbitrali: la squadra che si sente derubata ha anche perso il controllo nervoso proprio nel momento in cui avrebbe dovuto restare più lucida.

Sul campo, il 2-1 lascia il Catania quarto con 16 punti dopo 10 giornate, e il distacco dalla capolista Potenza sale a nove punti. Il titolo durissimo di La Sicilia dice però qualcosa in più della classifica: dice che la piazza non ha digerito il modo in cui si è deciso il match, non solo il risultato. Ed è una rabbia che si misura anche nei dettagli — un gol annullato, un rigore concesso dopo revisione — più che nei meri numeri del tabellino.

Il campionato, da qui a domenica prossima contro il Giugliano al Massimino, non aspetta le polemiche. Ma il modo in cui la stampa locale ha scelto di raccontare il Viviani resterà un pezzo della memoria di questa sconfitta, insieme al gol di Cicerelli che in campo non è mai esistito.

Fonte: TuttoCalcioCatania

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