Longo: «A Catania basta un tiro, non come a Picerno»
Il tecnico del Catania analizza il 2-1 sul Crotone: i cambi dell'intervallo, la crescita di Insigne e i tiri da aumentare.

Il tecnico del Catania Longo, nel dopo gara di Catania-Crotone 2-1, si sofferma sui numeri offensivi. «Noi per fare i due gol nel secondo tempo abbiamo dovuto tirare otto volte nello specchio della porta. Non va bene, continuano a essere numeri che devono essere alzati. Otto tiri per fare due gol su calcio di rigore: uno dei due li devo fare quando alleno a Picerno. Quando allenavo a Picerno, con un budget molto basso, dovevo far tirare la squadra dieci volte per fare un gol. Qui non bisogna tirare dieci volte per fare un gol: bisogna capire che probabilmente ci sono partite dove si tira una volta e bisogna fare gol, perché siamo a Catania e veniamo contrattualizzati da Catania».
Longo spiega cosa non ha funzionato nel primo tempo. «La preparazione del piano gara era molto lineare: andavamo uno contro uno, mettendo i nostri difensori centrali e laterali nella condizione di lavorare con maggiore ampiezza sulle tre punte avversarie, e abbiamo lasciato Matteo con Musso da solo, uno contro uno. Le pressioni sono state in ritardo e abbiamo messo in difficoltà i nostri difensori, soprattutto il passo di Matteo, che in questo momento non è pronto ad affrontare un attacco di profondità diretto. Già a metà del primo tempo ho cambiato la struttura, siamo tornati a quattro per limitare la loro superiorità, ma muoverci con un più uno dietro consentiva a loro di palleggiarci davanti, e la squadra è andata maggiormente in difficoltà perché loro sanno palleggiare. Fra primo e secondo tempo ho pensato di rimettere la squadra con una struttura diversa, una mentalità diversa, una logica diversa, per tornare al nostro piano gara: e mi è piaciuto quello che abbiamo fatto nel secondo tempo».
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Alla domanda se i quattro cambi nell'intervallo fossero un messaggio ai singoli, Longo chiarisce. «Non erano i quattro che stavano facendo peggio, il fatto è un altro: tecnicamente e tatticamente ho ritenuto di poter cambiare la squadra nella sua interezza, perché non ha fatto una buona gara. La squadra non ha fatto bene il primo tempo» dice. «Se ne avessi potuto fare di più, ne avrei fatto di più questa sera. Mi sono mantenuto un cambio solo per la logica di non soffrire poi la possibilità di avere un infortunio e non poter avere un cambio, ma i cambi dovevano essere di più, perché la squadra si deve rendere conto che l'entusiasmo che dobbiamo creare dobbiamo essere noi a generarlo».
Sulla crescita di Insigne, il tecnico non ha dubbi. «Non ci sono calciatori che non possono giocare dall'inizio. La carriera di Roberto Insigne parla per sé, ma lui è uno di quei calciatori che si è posto all'interno del nostro spogliatoio con l'umiltà di chi si è messo sempre a disposizione e si è messo in competizione: mi è piaciuto questo» spiega Longo. «L'avete visto anche quando si è riscaldato fra primo e secondo tempo: era dentro al gioco, ha protestato, e a me servono questi tipi di calciatori. Se Roberto continua così, la titolarità non gliela toglierà nessuno: è assolutamente un nostro gioiello, lo sto cercando di castonarlo bene, di farlo rendere al meglio».
Interrogato sulla scelta di Lunetta al posto di Coda, Longo risponde con una spiegazione tecnica. «Lunetta mi dà in questo momento, come caratteristiche, la possibilità di pressare in modo diverso da Massimo in questo momento specifico. Se io sprego Massimo e faccio le pressioni che fa Massimo Coda, io gioco tutta la vita con Massimo Coda» dice il tecnico. «La scelta di Gabriele è una scelta per giocare uno contro uno a tutto campo: Gabriele ha un'organicità, un metabolismo, una qualità di corsa diversa».
Il mister ha parole di elogio anche per due singoli, Capianca e Ierardi. «Eddy Capianca mi ha impressionato, ha fatto una grandissima partita: probabilmente negli ultimi dieci minuti è arrivato un po' corto, non ha ancora un grande minutaggio, ma ha una gamba eccezionale, una gamba da categoria, che lo fa fluidificare bene nello spazio. È un calciatore importante, mi è piaciuto come ha impattato» dice Longo. «Mario Ierardi si è districato con esperienza: non ha le stesse caratteristiche fisiche sia di Zunno che di Musso, ma di forza e di esperienza ha fatto una buona partita. Deve migliorare quando dobbiamo legare il gioco: dobbiamo pulire un po' prima l'area di rigore, siamo un po' statici da questo punto di vista».




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