Longo: «Non si inventa niente, dobbiamo rubare tempo»
Il tecnico del Catania nel dopo gara di Picerno: rosa rinnovata al 50%, serve ancora tempo per i nuovi e la squadra deve «rubare» minuti di lavoro insieme.

Nel dopo gara di Picerno, in sala stampa, il tecnico del Catania Longo ha risposto alla domanda di Federico Pellegrino (Tuttosport) sull'importanza della vittoria: «Io dico che nel calcio non si inventa niente. L'abbiamo passata insieme il periodo iniziale che ci ha visto protagonisti in negativo, il mio primo anno qui. L'unica discriminante per un allenatore o una squadra che prova a lavorare sui principi e su un'identità è il tempo, soprattutto quando trova una squadra lavorata in modo diverso. Questo non significa che questo modo diverso sia migliore o peggiore, è soltanto un modo diverso. Avendo una squadra che nell'ultimo periodo è stata rinnovata quasi per il 50% hai bisogno di tempo. È normale che in una piazza con valori così importanti come Catania il tempo non te lo regala nessuno e quindi hai bisogno di rubarlo».
Longo ha aggiunto: «La squadra oggi credo che abbia testimoniato con il cuore quanto tiene al progetto tecnico, perché il modo invasivo, quasi veramente animalesco, con cui si è approcciata sulla dinamicità della squadra avversaria, sull'andare uno contro uno a tutto campo, è stato veramente un bel vedere. Mi auguro che questa notizia esca tutte le settimane e che la squadra lavori e giochi in questo modo».
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Alla domanda di Antonella Sagranda su quanto tempo servirà ancora ai nuovi calciatori, Longo ha spiegato: «Per ritenere i calciatori pronti, la maggior parte di essi, dobbiamo aspettare almeno altre tre settimane. Il calendario non ci ha dato una mano, giocando tante partite ravvicinate: non abbiamo mai fatto una settimana tipo con i calciatori nuovi. Questo ti porta a non poter dare quel principio di gioco, devi fare attenzione ai carichi di lavoro e abbiamo lavorato spesso separando i gruppi, lavorando in modo individuale. Siamo una delle squadre del campionato che utilizza meno il lancio lungo come idea di gioco e per poter lavorare e fraseggiare vicino c'è bisogno di gente che si sappia smarcare negli spazi. L'unico modo che hai è di farli giocare. Dobbiamo essere bravi a rubare questo tempo».
Sul ritorno da avversario a Picerno, dove ha allenato per due anni, Longo ha detto: «Devo ringraziare la città, devo ringraziare gli amici per gli attestati di stima che ho avuto prima, durante e dopo. Da Picerno ogni anno ricevo messaggi di grandissimi in bocca al lupo. Ho vissuto la comunità in modo attivo, sono stato per le piazze, per la via, e so che mi vogliono bene, io voglio bene a loro. Non ci sarà mai lo steccato fra dove sto e dove stanno loro, perché si scontrano amicizie e poi vinca chi merita in mezzo al campo».
Sulla preparazione della gara: «Non abbiamo avuto tempo per metabolizzare la sconfitta, siamo andati a lavorare tanto sull'aspetto tecnico tattico. Ieri mattina ho preparato insieme allo staff tecnico l'idea di andare a pareggiare il sistema predominante della squadra avversaria, un 3-2-5. Siamo andati uomo su uomo sapendo che potevano costruire un 4-2, ma in evoluzione avrebbero fatto il 3-2, e questa cosa ci ha dato vantaggio. Mi auguro che questa idea così identitaria nello spirito possa accendere il fuoco che c'è bisogno di accendere in una piazza come Catania. In questo momento così negativo nei risultati, a prescindere dai fischi meritatissimi, la piazza sta dimostrando una maturità assoluta: negli ultimi due giorni ho ricevuto attestati di stima e messaggi di non mollare, e assicuro che non avrei mollato mai».
Rispondendo a Salvatore Colucci (La Nuova del Sud) sulla convivenza tra i tanti calciatori di valore in rosa, il tecnico ha spiegato: «Quando si ha un obiettivo così alto e si lavora per il Catania, l'obiettivo è comune e tutti si devono mettere a disposizione. Non mi è difficile, anzi mi auguro di avere maggiori difficoltà, perché oggi le formazioni sono fatte soprattutto sull'aspetto fisico, sulla tenuta fisica della squadra. Se vado nello spogliatoio e butto le prime 10 maglie in area e cadono, non sbaglierò mai formazione. Ad oggi alcuni dei campioni non sono ancora in ottime condizioni».




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