Juve, la richiesta di Spalletti prima di Cagliari: più gol, più cattiveria, più tiri in porta
Durante la sosta il tecnico ha alzato l'intensità del lavoro e lanciato un messaggio chiaro alla squadra: senza un bomber da 20-25 gol, servono più cattiveria e più conclusioni da tutti.

C'è una classifica che conta più delle altre, ed è quella generale: la Juve è nel gruppetto delle seste, a 3 punti dalle prime (Inter, Roma, Lazio) e a 2 dalla zona Champions, oggi occupata dal Cagliari che domani sera ospita i bianconeri all'Unipol Domus.
I numeri dietro quella posizione raccontano una squadra ancora distante dalle big: 7ª per gol segnati, 6ª per tiri in porta e possesso palla, 4ª per dribbling riusciti e gol subiti, 15ª per duelli aerei vinti, addirittura 18ª per contrasti vinti. Sono dati che pesano più di qualsiasi commento, e spiegano perché la squadra fatichi a issarsi oltre la soglia della mediocrità.
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La rosa è numerosa ma resta incompleta nel reparto offensivo: manca un centravanti da 20-25 gol, il profilo che la Juve insegue da tempo senza ancora averlo trovato. È un limite strutturale, non un alibi che Spalletti abbia mai cercato — gli infortuni e un calendario senza soste restano comunque fattori con cui convivere.
Durante la sosta il tecnico ha alzato l'intensità delle sedute in proporzione al numero di nazionali rientrati alla Continassa, e ha lasciato un messaggio diretto allo spogliatoio: per vincere serve cattiveria e concretezza, con e senza palla. Tradotto: bisogna fare più gol, e per farli bisogna tirare di più e meglio in porta. Non è un'indicazione riservata solo agli attaccanti.
L'attacco senza un vero nove
In assenza del bomber di peso, la squadra è stata costruita per far segnare più giocatori possibile — nessuno in Italia, coppe comprese, ha già collezionato tanti marcatori diversi quanto la Juve. Ma da Kolo Muani e Woltemade, i due centravanti di oggi, serve un contributo maggiore: il colpo di testa non è nelle loro corde, e a gennaio la società potrebbe tornare a cercare quel nove che manca. Nel frattempo devono cambiare marcia.
Il loro compito, più che il gol di testa, è aprire gli spazi per chi arriva da dietro: McKennie e Nico González — fresco del rinnovo fino al 2030 — sanno sfruttare i cross anche senza essere alti, imitando le torri che dalla difesa colpiscono su palla inattiva.
Da domani si torna a fare sul serio: nove partite in meno di trenta giorni, con Spalletti che si avvicina al primo anniversario sulla panchina bianconera, in programma l'1 novembre, senza più margine per restare a metà del guado. A Cagliari, intanto, non ci sarà Neto: lo tiene fuori una squalifica che il portiere si porta dietro dall'ultima gara col Botafogo.
Fonte: La Stampa



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