A Lecce servono 3 punti per arrivare a quota 14: sotto, è la peggior partenza della Juve in dieci anni
Oggi alle 18 al Via del Mare la Juve di Spalletti ha 11 punti e una soglia da non sbagliare. Un anno fa, a 12 punti dopo otto giornate, il club esonerò Tudor.

Il numero è 14. Con gli 11 punti di oggi, solo una vittoria a Lecce porta la Juve a quella soglia. Il pareggio vale 12, gli stessi dell'anno scorso, e la sconfitta lascia a 11. Sotto quota 14, dopo l'ottava giornata, sarebbe la peggior partenza dell'ultimo decennio.
Il confronto con le stagioni recenti è impietoso. Negli anni degli ultimi scudetti di Allegri la Juve arrivava a questo punto con 21, 19 e 24 punti, con Sarri a 22. Pirlo ne aveva 16 e Thiago Motta 16. Il Allegri-bis ne aveva fatti 14, 13 e 17. Anche i due allenatori che non hanno chiuso bene la loro avventura qui stanno sopra di noi, o alla pari.
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Il precedente che nessuno vuole nominare
Il 26 ottobre 2025 la Juve perse 1-0 a Roma con la Lazio. Era la terza sconfitta consecutiva in un filotto di 8 partite senza vittorie tra campionato e Champions, e lasciò Tudor a 12 punti. Il giorno dopo il croato fu esonerato. Per la partita infrasettimanale con l'Udinese, in attesa dell'accordo con Spalletti, andò in panchina Brambilla, allenatore della Next Gen.
Poi ci sono le parole. Prima del Rennes Carnevali ha detto: «Spalletti sa che deve lavorare, la maglia della Juve pesa e la panchina scotta, ma non ci tocca tanto». Cinque giorni prima del ribaltone Chiellini diceva di Tudor: «Vogliamo continuare con Tudor, ha il nostro sostegno». Le frasi sono diverse, ma il copione ci è già noto. Noi tifosi sappiamo come finisce quando la società parla di sostegno.
Il contesto non aiuta. In campionato l'ultima vittoria resta il 2-0 con l'Atalanta, poi il pari di Cagliari e lo 0-3 con la Lazio. Giovedì è arrivato il 2-2 col Rennes. Si gioca senza il capitano Locatelli, fermo per la lesione al menisco, e senza Çelik e González. Sarr è in dubbio per l'adduttore. Il Torino ci ha superato ieri in classifica. Il Lecce, 12° con 9 punti, con un successo ci passerebbe davanti.
Non chiediamo una partita bella, ma una vittoria a questa classifica. Nessuno può permettersi di dire «non ci tocca tanto» in una stagione in cui l'obiettivo dichiarato dall'amministratore delegato è vincere l'Europa League e si parte dal 10° posto. Se alle 20 saremo ancora a 11 o 12, la domanda sul futuro della panchina smetterà di essere un'ipotesi dei giornali.
Fonte: La Gazzetta dello Sport



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