Bremer si è scusato con i compagni dopo lo sfogo: ora l'ipotesi è una multa
Nell'immediato dopo-partita di Juventus-Lazio il vicecapitano ha chiarito al gruppo le sue parole sui fischi, su richiesta di Spalletti. Il discorso verrà ripetuto alla ripresa degli allenamenti, e il giocatore ha già messo in conto una sanzione, per ora solo ventilata.

Le scuse ci sono già state, e sono arrivate a caldo. Nell'immediato post match dello 0-3 con la Lazio, Spalletti ha chiesto e ottenuto che Bremer si scusasse davanti ai compagni per le parole pronunciate a fine gara davanti alle telecamere: «C'è chi si nasconde quando sente i fischi, chi ha paura». Una frase che aveva fatto il giro di tutte le rassegne di lunedì e che l'allenatore aveva già ribattuto in pubblico, ricordando che anche il brasiliano aveva giocato quella partita.
Il passaggio si ripeterà alla ripresa degli allenamenti. Lì Spalletti tornerà sul punto con un concetto che si può riassumere così: quando si dicono certe cose davanti a una telecamera, c'è chi può restarci male. A maggior ragione quando si ha un ruolo di responsabilità nello spogliatoio, e Bremer con il numero 3 è il vicecapitano di questa Juventus.
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Davanti al gruppo Bremer ha spiegato il senso di quelle dichiarazioni: non ce l'aveva con nessuno in particolare, ha fiducia nei compagni, ed è stato solo uno sfogo dettato dalla rabbia per la sconfitta. Una rabbia che allo Stadium, domenica sera, era di tutti: i fischi dopo i gol di Provstgaard, Isaksen e Dele-Bashiru li ha sentiti chiunque fosse in tribuna. Ma da chi porta una responsabilità nel gruppo quella rabbia va dosata con più cautela, e questo è il senso del richiamo dell'allenatore.
Resta il capitolo della multa. Bremer ha già messo in conto di doverla eventualmente pagare, ma al momento è un'ipotesi ventilata e non scontata. Sarebbe l'ultimo atto per chiudere il caso, non il primo: le scuse sono già state fatte e il discorso verrà ripetuto in settimana. Nessuna cifra circola, e nessuna decisione risulta presa.
La nostra lettura
Qui ci permettiamo un dubbio da tifosi. Che un giocatore chieda scusa per una frase detta nel momento sbagliato è giusto, e ci sta che il tecnico pretenda che certe cose restino dentro lo spogliatoio. Ma la frase di Bremer, al netto della forma, descriveva una squadra che allo Stadium non ha mai reagito a tre tiri in porta della Lazio: lo 0-3 di domenica è quello che è, e una multa non lo cambia. Ci chiediamo se la fretta di ricomporre il quadro non rischi di spostare l'attenzione dal problema vero, cioè una Juventus ottava con 11 punti dopo 7 giornate, a chi quel problema lo ha detto ad alta voce.
Giovedì alle 18:45 c'è il Rennes in Europa League, all'Allianz Stadium, e lo spogliatoio ci arriva con il chiarimento fatto e un conto ancora da saldare. Sarà la prima partita in cui si vedrà se le scuse davanti ai compagni valgono anche in campo.
Il video ufficiale
Fonte: Sportmediaset



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