Carnevali: "Con Alajbegović rischiavamo di fare la fine dell'Inter con Palestra"
Al Festival dello Sport di Trento l'amministratore delegato e direttore generale della Juventus parla del colpo Alajbegović, del mercato di luglio e del distacco economico dalle squadre di Champions League, poi si racconta su Conte, Marotta e l'emergenza infortuni.

Al Festival dello Sport di Trento, sala Filarmonica, Giovanni Carnevali ha intitolato il suo primo incontro pubblico da amministratore delegato e direttore generale della Juventus "La Juventus nel destino". A pochi metri, tre ragazzini juventini si sono presentati con le maglie di Yıldız, Conceição e Kolo Muani: tra loro Mattia, 12 anni, di Lavis, difensore centrale, che non ha dubbi: "Torneremo presto a vincere".
Il passaggio più pesante dell'incontro riguarda Alajbegović, il colpo su cui la dirigenza bianconera ha scommesso di più nell'estate appena chiusa. "Sono convinto che lo abbiamo pagato il giusto. È di prospettiva: dobbiamo puntare su questi ragazzi, perché è difficile andare a prendere un top per cui devi spendere determinate cifre. Dobbiamo pensare a giocatori che possano essere rivenduti a 70/80 milioni", ha spiegato Carnevali, prima di ammettere il rischio corso in trattativa: "Se abbiamo rischiato di perderlo? Sì, il Chelsea aveva fatto un'offerta superiore. Non siamo competitivi col mercato della Champions, avremmo fatto la stessa fine dell'Inter con Palestra".
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È un'ammissione che va oltre il singolo colpo di mercato. La Juventus insegue la Champions da una stagione fuori dalle prime quattro, gioca l'Europa League, e lo stesso dirigente mette nero su bianco che su quel mercato — quello delle big europee — non riesce a competere ad armi pari. Non è un dettaglio: è la cornice economica dentro cui si muove ogni trattativa bianconera da qui in avanti.
Il mercato di luglio e i ritorni
Sul possibile intervento della prossima estate Carnevali non si sbilancia: "Una cessione illustre? Vogliamo una squadra competitiva, sappiamo però che abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vediamo come si evolverà il mercato. Abbiamo ragazzi dati in prestito con possibilità di riscatto da parte dei club: magari può bastare quello. Per adesso comunque siamo concentrati a fare risultati". Il ripasso degli arrivi dell'estate appena chiusa resta un elenco lungo: Kolo Muani, Lucumì, Ekhator, Çelik, Vicario, Grabara, Woltemade, Sarr, più i ritorni di Neto e di Alajbegović.
Sul fronte societario, Carnevali ha collegato il presente bianconero a John Elkann, l'uomo la cui telefonata lo ha portato a Torino: "È un uomo straordinario, basta vedere quanto è successo ieri con l'investimento ulteriore che è andato a fare: crede nella società, crede nella Juventus. E tutti dobbiamo fare qualcosa in più per essere riconoscenti verso di lui".
Sulle voci di mercato legate a nomi noti all'ambiente, Carnevali chiude ogni suggestione su Conte: "È un amico e allenatore top, però non è mai stato nei nostri pensieri. Di tecnici ne ho visti tanti, posso garantirvi che Spalletti è uno capace, uno che insegna. Vorrei farvi venire a vedere un allenamento…". Su Marotta il tono resta amichevole ma netto: "Siamo amici, abbiamo lavorato insieme. Ma lui rappresenta l'Inter mentre io lavoro per la Juve: ognuno deve badare a se stesso. Le trattative con lui sono state massacranti: ognuno voleva di più per sé", racconta col sorriso.
Sull'emergenza infortuni che ha accompagnato l'avvio di stagione, Carnevali non cerca alibi ma neppure li nasconde: "Siamo stati sfigati, mai visto in vita mia una cosa così…". Poi l'affondo sul calendario internazionale: "La pausa nazionale è troppo lunga, ci sono stati allenamenti in cui ci siamo ritrovati con soli sette ragazzi. Questo non è possibile. Già abbiamo iniziato tardi per il Mondiale: abbiamo buttato via un periodo buono per conoscerci". Chiude con un "Forza Juve" che infiamma la sala. Prima della prossima verifica sul campo, domenica 11 ottobre contro il Cagliari all'Unipol Domus, restano le sue parole sui limiti di bilancio da rispettare: il vero tema aperto di una stagione che si gioca senza la Champions League.
Fonte: La Gazzetta dello Sport




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