David e Vlahovic segnano già 9 gol via dalla Juve, Kolo Muani e Woltemade fermi a uno
Il francese ha sbloccato il conto gol in campionato solo alla sesta giornata, di testa su cross di Alajbegović contro il Cagliari; Woltemade resta a secco dopo quattro ingressi dalla panchina. I due centravanti ceduti in estate, intanto, segnano a raffica altrove.

Il conto, dopo sei giornate di campionato, dice questo: 9 gol combinati per David e Vlahovic lontano da Torino, contro un solo gol per Kolo Muani e Woltemade in maglia bianconera. Ed è arrivato tardi, quell'unico gol: Kolo Muani ha sbloccato il proprio conto in Serie A soltanto a Cagliari, alla sesta giornata, con un colpo di testa sul cross di Alajbegović che ha fissato l'1-1. Woltemade, invece, è ancora a secco dopo quattro ingressi dalla panchina. Il match di Europa League contro il Nec, vista la modestia della rivale, non entra in questo conto: resta un bilancio provvisorio, con molte partite ancora da giocare.
Kolo Muani è tornato alla Continassa a inizio agosto, dopo i sei mesi in prestito di due anni fa: operazione da 38 milioni più 12 di bonus con il Psg, contratto da 25 milioni in cinque anni. Le attese erano alte, ma l'esordio contro il Frosinone è stato insufficiente, con un piattone di controbalzo su corner finito sopra la traversa. «Ce lo siamo andati a prendere, l'abbiamo coccolato e sappiamo qual è il suo valore, ma si deve rendere conto che è due anni che non gioca e un motivo ci sarà», ha detto Spalletti a fine partita. Gara anonima contro il Parma, palla persa contro il Milan sull'azione del gol di Cisse: eppure l'allenatore non ha mai tolto la fiducia al francese («Io sono sul carro di Kolo Muani e ci rimango»). Con Sassuolo e Atalanta i segnali di crescita: assist al Mapei Stadium, salvataggio sulla linea. Poi, al rientro dalla sosta, il gol di testa a Cagliari su cross di Alajbegović. Ma pochi minuti dopo lo stesso schema, un altro cross di Alajbegović, si è chiuso con un piattone sulla traversa: il 2-1 sbagliato a porta quasi vuota.
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Di Woltemade, sbarcato a fine mercato estivo e non ancora in forma fisicamente, c'è meno da raccontare: quattro apparizioni da subentrato, qualche spunto, nessun gol né assist. Con Kolo Muani si cerca spesso in campo, i due si scambiano il pallone, ma senza produrre nulla di concreto: un abbozzo di coppia che per ora non è una coppia.
David e Vlahovic, va detto, non avevano brillato nella scorsa stagione in bianconero: 6 gol in 35 presenze il francese, 7 in 19 il serbo. Entrambi hanno lasciato Torino in estate, David in prestito con diritto di riscatto all'Atletico Madrid. In quattro presenze in Liga ha già segnato tre gol da vera punta, uno nel derby vinto 2-1 dalla squadra di Simeone contro il Real Madrid.
Vlahovic è approdato invece a parametro zero al Besiktas, dopo un lungo corteggiamento turco. Cinque presenze nel campionato turco, sei gol: la cura del tecnico che lo aveva già avuto alla Fiorentina, dove nella prima metà della stagione 2021/22 il serbo realizzò 17 reti, sembra aver funzionato di nuovo. «È il più forte che abbia mai allenato», ha detto l'allenatore, aggiungendo di non capire perché alla Juve non avesse trovato più spazio.
Il dato, letto insieme, pone una domanda scomoda: la Juve ha lasciato partire due centravanti che fuori da Torino segnano, per affidarsi a un'operazione da 50 milioni e a un arrivo last-minute che finora non hanno risposto. Il paragone non chiude il discorso — mancano ancora molte giornate — ma intanto pesa sulla ricerca di gol che la squadra di Spalletti continua a inseguire.
Fonte: la Repubblica



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