Douglas Luiz rinasce: dopo i 50 milioni bruciati arriva l'assist che convince anche Ancelotti
Il centrocampista brasiliano, fino a un anno fa ai margini a Torino, si è ritagliato un posto da titolare nella mediana di Spalletti: i progressi si vedono ora anche in Nazionale, con il recupero palla e il passaggio che hanno lanciato Lino verso il gol.

Il recupero palla e il passaggio per il gol di Lino nel 4-0 del Brasile sull'India raccontano più di qualsiasi numero il percorso di Douglas Luiz. Entrato nella ripresa, il centrocampista ha confezionato l'azione del terzo gol verdeoro e si è guadagnato a fine partita i complimenti pubblici del commissario tecnico Carlo Ancelotti, soddisfatto dei progressi mostrati.
Non era scontato arrivarci così in fretta. Venerdì 25 settembre, nell'1-1 contro l'Australia, Douglas Luiz aveva giocato solo uno spezzone, commettendo qualche errore e ricevendo un'accoglienza tiepida dai tifosi verdeoro. Da quella serata complicata alla prestazione con l'India, la distanza è quella tra chi deve ancora convincere e chi comincia a farlo.
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A Torino, intanto, la sua storia bianconera ha preso una piega che un anno fa nessuno avrebbe scommesso. La Juventus lo aveva prelevato dall'Aston Villa nella stagione 2024-25 per 50 milioni di euro più 1,5 di oneri accessori: un investimento pesante che si era tradotto in 27 presenze complessive tra campionato e coppe, appena 6 da titolare e 876 minuti in campo. Il feeling non era mai sbocciato, né con Thiago Motta né con Igor Tudor, fino alla decisione di lasciarlo partire in prestito e al suo ritorno all'Aston Villa.
Lo stesso Douglas Luiz aveva raccontato quella parentesi senza giri di parole: «Perché non ha funzionato? Perché la Juventus è un'altra squadra, c'è un altro allenatore con un'altra idea di calcio. Non è andata tanto bene, è vero. Ma questo mi ha aiutato molto perché anche nei momenti difficili si può ottenere qualcosa».
L'estate 2026 ha riscritto tutto per inerzia più che per progetto: senza offerte considerate adeguate, il brasiliano è rimasto a Torino, e Spalletti ha iniziato progressivamente a dargli spazio fino a renderlo uno dei punti di riferimento della mediana. Non un piano di rilancio dichiarato, ma una necessità diventata opportunità: mentre il centrocampo perdeva per infortunio Thuram e Locatelli, e inizialmente anche McKennie per un problema meno serio, è stato lui a garantire continuità.
C'è una lettura scomoda in questa storia, ed è giusto farla: un centrocampista pagato 50 milioni più oneri accessori è stato recuperato non da una scelta di mercato o da un progetto tecnico chiaro, ma dall'assenza di alternative e di offerte in uscita. Il merito di Spalletti nell'aver trovato spazio e fiducia per un giocatore bollato come esubero resta, ma la vicenda dice anche quanto la programmazione delle ultime stagioni avesse sbagliato la valutazione di quell'investimento fin dall'inizio.
Ora la mediana bianconera, orfana di pedine importanti, si affida a lui anche nella trasferta di domenica 11 ottobre contro il Cagliari, con il quarto posto Champions a due punti di distanza. Se la crescita vista con il Brasile si confermerà in campionato, la Juventus avrà ritrovato per strada un centrocampista che aveva già scritto fuori rosa.
Fonte: TuttoJuve




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