Fagioli racconta la ludopatia: «Grato alla Juventus e ad Allegri», il duro confronto con Vanoli
Il centrocampista, oggi alla Fiorentina e tornato in Nazionale, ricostruisce in un'intervista i mesi della squalifica per scommesse e il sostegno ricevuto a Torino, prima di rivelare le parole che gli hanno cambiato la testa.

Nicolò Fagioli racconta la sua uscita dalla ludopatia in un'intervista a SportWeek, il settimanale in edicola sabato con la Gazzetta dello Sport. Il centrocampista, oggi alla Fiorentina e tornato in Nazionale, rivela di aver saputo della squalifica già sei mesi prima che arrivasse, continuando comunque a giocare: «Sono grato alla Juventus e ad Allegri, che erano a conoscenza della situazione e mi sono stati vicini. Prima di ogni partita il mister mi chiedeva: te la senti? E io tutte le volte rispondevo: sì, voglio giocare».
Fagioli descrive quel periodo come un momento in cui era «incosciente», senza paura nemmeno della squalifica, e racconta il percorso con lo psicologo che gli ha fatto scoprire la propria sensibilità: «Alcune volte essere buoni non porta sempre sulla strada giusta, soprattutto nel mondo del calcio, dove c'è in giro tanta gente sempre pronta ad approfittarsi di te». Ad aiutarlo, dice, anche la biografia di Djokovic e la parola serba «inat», la voglia di non mollare mai.
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Il passaggio più duro porta la firma di Vanoli, il tecnico arrivato l'anno scorso alla Fiorentina: «Tutti dicono che sei un fuoriclasse, un fenomeno, ma poi, stringi stringi, cosa hai fatto di così importante per essere descritto in questo modo?». Parole che lo scossero: il primo mese giocò poco, poi si rimise sotto fino a riconquistare il posto. «L'obiettivo è quello di non perderlo più», chiude Fagioli.
Fonte: Goal.com



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