Francescoli: «Nel 1987 firmai un precontratto con la Juve, poi il Racing bloccò tutto»
L'ex fantasista uruguaiano, oggi dirigente del River Plate, racconta la trattativa saltata con l'Avvocato Agnelli e il legame con Zidane. Alla vigilia di Cagliari-Juventus indica in Conceição e Nico González i bianconeri che teme di più, con Yıldız fuori per infortunio.

Per una mattina, nel 1987, Enzo Francescoli è stato un giocatore della Juventus. Lo racconta lui stesso: all'epoca vestiva la maglia del Racing e giocava a Parigi, quando Gianni Agnelli lo invitò a casa sua nella capitale francese e gli chiese perché gli sarebbe piaciuto giocare nella Juve. Francescoli gli parlò della sua famiglia, da sempre innamorata della Vecchia Signora, e dell'idea di raccogliere l'eredità di Michel Platini, il suo modello. Prima di lasciare quella casa firmò un precontratto con il club bianconero. Poi il Racing bloccò tutto, e quella maglia non la indossò mai.
Con l'Italia il legame è rimasto comunque stretto: Francescoli ha giocato in Serie A con il Cagliari, dove arrivò dal grande Marsiglia convincendo con Claudio Ranieri («Enzo, stai sereno: tu sei un campione e diventerai l'idolo dell'isola»), e poi con il Torino, prima di tornare in Sudamerica al River Plate, dove oggi è dirigente.
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Il rapporto più curioso resta quello con Zinédine Zidane, che ha chiamato il proprio figlio Enzo proprio in suo onore. I due si erano conosciuti in Giappone, quando Zidane gli confidò quell'intenzione. Francescoli ricorda una cena a Torino, ai tempi in cui il suo amico Fonseca giocava nella Juventus: «Zidane era già Zidane, ma era un po' emozionato: mi sembrava strano. Gli ho detto: grazie per le belle parole, ma l'allievo ha superato il maestro». Il legame è arrivato fino alla generazione successiva: durante una partita tra leggende in Svizzera, organizzata dall'Unicef, il figlio di Francescoli chiese a Zidane il segreto del suo controllo orientato. La risposta: «Chiedilo a tuo padre, io l'ho copiato da lui». ## Il giudizio su Yıldız e la sfida di Cagliari Sull'attuale numero 10 della Juventus, Francescoli condivide il giudizio dell'amico Fonseca, che in Kenan Yıldız rivede un po' della propria eleganza: «Bel giocatore il turco. Non a caso è il dieci della Juve: non è una maglia per tutti». Un complimento che arriva proprio nei giorni in cui Yıldız è fermo per infortunio e salterà la trasferta di domenica all'Unipol Domus.
Senza il turco, i nomi che Francescoli dice di temere di più in vista di Cagliari-Juventus sono altri due: Francisco Conceição, «sempre pericoloso con i suoi dribbling», capace di prendere in contropiede i difensori, e Nico González, di cui apprezza la doppia fase, «uno che attacca e difende» — e per questo, dice, la Juve ha fatto bene a trattenerlo.
Il cuore di Francescoli, però, resta diviso. Racconta di tornare ogni anno a Cagliari, dove il figlio Marco ha sposato una ragazza sarda e dove ora ha una nipotina, Bianca. La sfida di domenica sera la guarderà in televisione da Buenos Aires, ma tra marzo e aprile conta di tornare sull'isola per seguire dal vivo la squadra di Fabio Pisacane, quarta in classifica con 12 punti: «Speriamo di vederli ancora così in alto».
Fonte: La Gazzetta dello Sport




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