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Juve da ricostruire: dopo lo 0-3 con la Lazio il problema è più largo della panchina

L'analisi che circola dopo la sconfitta dell'Allianz Stadium parla di una Juventus senza campioni e con una comunicazione debole. Un doppio nodo che il campo ha reso evidente: 8º posto, 11 punti in 7 giornate.

Frosinone Calcio Benito Stirpe vs Lazio 0-1 ANT
Frosinone Calcio Benito Stirpe vs Lazio 0-1 ANT — Foto: Antonio Fraioli · CC BY-SA 4.0

Due accuse in una riga: mancano i campioni, e la società comunica male. Dopo lo 0-3 di ieri sera con la Lazio, è la lettura che prende quota, e vale la pena prenderla sul serio perché non riguarda solo Spalletti. Il tecnico è il bersaglio più comodo, ma una squadra ottava con 11 punti dopo 7 giornate, a otto lunghezze da Inter e Lazio a quota 19, ha un problema che parte da più in alto.

Sul primo punto, i numeri di ieri sono una fotografia impietosa. La Juve ha tenuto il 58% di possesso contro il 42% della Lazio, ma ha chiuso con 8 tiri e appena 2 nello specchio. La Lazio ne ha tentati 9, tre in porta, e tre sono diventati gol: Provstgaard al 37', Isaksen al 66', Dele-Bashiru all'89'. Una squadra con un fuoriclasse capace di inventare qualcosa in un primo tempo giocato per un lungo tratto contro una Lazio in dieci avrebbe fatto altro di quel vantaggio. Noi, invece, siamo arrivati al 44' con Tavares che colpiva il legno dall'altra parte.

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Non è un dettaglio che la rosa sia stata rifatta in estate: Vicario, Grabara, Çelik, Lucumí, Alajbegović, Woltemade, Sarr, Boga, più i ritorni di Nico González, Kolo Muani e Rugani. Tanti arrivi, ma la domanda che ci portiamo al bar è semplice: quale di questi è il giocatore che decide una partita? A Vigo ci ha pensato Kolo Muani al 90', ma è un episodio, non una gerarchia. E chi costruisce la rosa risponde della rosa, quanto l'allenatore risponde delle scelte.

La comunicazione che non c'è

Il secondo capo d'accusa è meno visibile ma pesa. Nelle ore dopo il 3-0 la Juve ha parlato per bocca dell'allenatore, tra repliche e risposte a distanza dentro lo spogliatoio, mentre sul futuro dello stesso tecnico circolano nomi e ipotesi senza una linea chiara in cui riconoscersi. Quando il club tace sull'essenziale, lo spazio lo riempiono i social, dove parte della tifoseria chiede già l'esonero e torna il nome di Conte. A questo si aggiunge una Curva Sud assente per protesta contro sanzioni e dirigenza: un segnale che la distanza tra società e piazza era aperta prima ancora del fischio d'inizio.

Il fatto è che a Carnevali, Massara e Ottolini, rifatti in estate, si chiederà conto di entrambe le cose: la squadra e il modo in cui la si racconta. Il 14 ottobre l'amministratore delegato ha detto che la Juve vuole vincere l'Europa League, trofeo europeo che manca dal 1996. Parole forti, che oggi si scontrano con un girone di campionato da inseguitori.

Giovedì alle 18:45 all'Allianz Stadium arriva il Rennes in Europa League, senza Conceição. Poi Lecce, domenica 25 alle 18. Il mercato è chiuso fino al 2 gennaio, quindi la ricostruzione di cui si parla dovrà cominciare con gli uomini che ci sono, e con una società che dovrà decidere se spiegarsi o continuare a tacere.

Il video ufficiale

Fonte: Tuttosport

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