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22 tiri, 9 gol in sei gare: i conti dicono che l'attacco non è il problema della Juve

Tre giorni dopo Cagliari il bersaglio delle critiche resta l'attacco, tra pagelle severe e tifosi divisi. Ma possesso, tiri e marcatori stagionali raccontano un'altra storia: il nodo vero è altrove.

Lo stadio Allianz Stadium di Torino
Lo stadio Allianz Stadium — Foto: mole24.it

Tre giorni dopo Cagliari il verdetto mediatico sembra già scritto: Woltemade bocciato dai giornali, Zhegrova liquidato in diretta Rai come un giocatore «da mezz'ora», i tifosi social spaccati tra i due centravanti bianconeri. Eppure a guardare i numeri di quella partita, il reparto sotto processo è proprio quello che ha fatto più densità sul campo.

Contro il Cagliari la Juve ha tenuto il 72% di possesso e tirato 22 volte, 10 nello specchio, contro le 4 conclusioni degli avversari (2 nello specchio); il portiere del Cagliari ha dovuto compiere 9 parate, Vicario una sola dall'altra parte. Kolo Muani ha sbloccato all'81' il suo primo gol in campionato della stagione, di testa su cross di Alajbegović, e Zhegrova è entrato dalla panchina risultando il migliore in campo pur essendo già escluso dalla lista Uefa per l'Europa League.

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Allargando lo sguardo alla stagione, il computo reti dopo sei giornate è 9-5: nove gol segnati, in linea con una squadra che davanti ha comunque prodotto. Nel debutto di Europa League, il 5-0 sul NEC Nijmegen, a segnare sono stati cinque giocatori diversi — Nico González, Alajbegović, lo stesso Woltemade, Çelik e Kolo Muani — e questo nonostante a Cagliari fosse indisponibile per infortunio anche Yıldız, l'uomo che secondo Spalletti «rompe il sistema» avversario.

Il nodo è altrove

Lo stesso Spalletti, dopo Cagliari, ha individuato un problema tattico reale: manca a Kolo Muani un partner offensivo fisso, nodo che la Juve valuta di affrontare sul mercato di gennaio spostandosi verso un 4-4-2. Ma è una questione di equilibri e supporto, non di sterilità sotto porta. Il punto che pesa di più sta altrove: nel faccia a faccia finale tra Spalletti e Pisacane, con l'allenatore che ha urlato «Siete bravi anche a perdere tempo» prima delle due espulsioni e delle squalifiche di un turno a testa. Il 30 ottobre si completerà il primo anno di Spalletti sulla panchina bianconera, e la Juve arriva a quella data ancora senza un undici fisso.

Domani alle 21, al Balaídos, la squadra ripete l'esperimento contro il Celta Vigo in Europa League, senza Zhegrova (fuori lista Uefa) e con le assenze di Yıldız, Locatelli, Boga, Ekhator e Thuram: Spalletti è orientato a confermare Gatti, Kelly e Woltemade titolari, lo stesso Woltemade finito nel mirino delle pagelle tre giorni fa.

Fonte: Sky Sport

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