Rassegna del 20 ottobre: la stampa processa Spalletti, la società lo tiene "per ora"
Dopo lo 0-3 con la Lazio le pagine dei quotidiani parlano di un allenatore in bilico, di un caso Bremer e del nome di Conte. Giovedì alle 18:45 c'è il Rennes in Europa League.

Il tema che domina le pagine è uno solo: Luciano Spalletti e quanto gli resta. Lo 0-3 di domenica con la Lazio, i fischi dell'Allianz Stadium e lo scontro a distanza con Bremer hanno spostato il discorso dal campo alla panchina. Con la Juventus ottava in campionato, nessuna testata finge che si stia parlando d'altro.
La Gazzetta dello Sport è la più dura e ci torna con più pezzi. Il titolo che pesa di più è "La Juve è un sacco vuoto. Spalletti un tempo inventava, ora ha paura degli avversari". Un altro la mette sul piano dei rapporti interni: "Spalletti s'è perso la Juve: fiducia a tempo", con l'allenatore che chiede a Bremer di chiarirsi con i compagni. Di sicuro la Gazzetta dà spazio anche alla posizione della società e ai tifosi che spingono per Antonio Conte, e a una lettura dei bookmaker che lo mette in pole dopo Spalletti. Di quei pezzi abbiamo solo i titoli, e li riportiamo per quello che sono.
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Tuttosport accompagna la stessa linea con una chiave diversa. Il suo titolo sul tecnico parla di "un'unica strategia per risollevare la Juve" dopo il confronto, quindi una decisione già presa e non una resa. Poi allarga il campo con un'analisi che parla di una squadra "da ricostruire", senza campioni e con la comunicazione debole. Il titolo ripreso dalla rubrica di Dazn riporta critiche pesanti alla dirigenza, con il nome di Carnevali, e un "no" di Vicario. Non sappiamo da quel titolo a che cosa Vicario dica no, e non lo deduciamo.
Sky Sport sceglie il confronto: "Un anno di Spalletti: la sua Juve al ritmo di quella di Motta (e peggio di tutte le big)". Qui la sentenza è un paragone con la gestione precedente, che finì male, e non ha bisogno di aggettivi. Dazn, dal canto suo, torna indietro nel tempo: un risultato così, sul suo sito, "mancava da oltre 30 anni", con i precedenti del 1995 e del 2001. È la memoria lunga che serve a misurare la dimensione della botta.
Dove le testate divergono, è nel verbo. La Gazzetta parla di fiducia "a tempo" e di una crisi con i suoi retroscena. Tuttosport lascia intendere che Spalletti abbia già scelto il percorso. Chi legge ne ricava due Juve: una in cui il tecnico è già condannato e una in cui ha ancora la mano. La società, per quel che risulta dalle cronache di ieri, lo tiene per ora, e un altro passo falso riaprirebbe tutto.
Resta la partita di giovedì: Juventus-Rennes, Europa League, alle 18:45, senza Conceição e con un torneo che non c'entra nulla col campionato. Poi domenica 25 si va a Lecce. Le prime pagine, intanto, hanno già scritto il dopo.
Il nostro punto
I giornali colgono il punto: la Juve vista con la Lazio era una squadra senza idee e senza reazione, e lo spogliatoio ne ha dato conto in pubblico. Sbagliano la prospettiva quando riducono tutto al toto-panchina, con Conte, Pioli e i bookmaker: chi ha costruito la rosa, cioè Giovanni Carnevali, Frederic Massara e Marco Ottolini, risponde della rosa quanto Spalletti risponde delle scelte, e quasi nessun titolo lo dice. Manca anche la parola della società, che parla soltanto attraverso i retroscena: il silenzio, a due giorni dal Rennes e con la Curva Sud assente domenica, è una notizia anch'essa. Per ora la piazza, il sondaggio dei tifosi non è un verdetto, ma dice dove sta il clima.
Fonte: La Gazzetta dello Sport · La Gazzetta dello Sport · Tuttosport · DAZN · La Gazzetta dello Sport · Tuttosport · La Gazzetta dello Sport · Tuttosport · La Gazzetta dello Sport · La Gazzetta dello Sport · Tuttosport · Sky Sport




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