Abodi dopo Villarreal e Inter: «Gli altri vanno più velocemente di noi»
Il giorno dopo le sconfitte europee di Napoli e Inter, il ministro per lo Sport interviene al Paladino d'Oro alla Camera dei Deputati e chiede ai club italiani un'analisi sui motivi del distacco dal resto d'Europa.

Il giorno dopo le sconfitte di Inter e Napoli in Champions League, il ministro per lo Sport e per i Giovani Andrea Abodi ha scelto la cerimonia del Paladino d'Oro, alla Camera dei Deputati, per alzare il tiro sulla competitività internazionale dei club italiani: «C'è una competitività molto spinta ed evidentemente, al di là del nostro livello, c'è quello degli altri che cresce. Noi non arretriamo, ma gli altri vanno più velocemente di noi».
Il ministro ha chiesto esplicitamente un'autocritica alle società: «Mi auguro che i nostri club facciano un'analisi per capire le ragioni di questo, perché è evidente che per noi la nazionale è l'elemento principale ed è un indicatore del movimento non secondario». E ha chiuso con un giudizio netto sulla serata europea: «Giornate come quelle di ieri sono critiche nel senso che devono far crescere, è impensabile che non possiamo competere al più alto livello con i nostri club».
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Per il Napoli la sconfitta richiamata da Abodi è quella di martedì 13 ottobre a Villarreal, 3-1, seconda gara della League Phase dopo il vantaggio di Rrahmani all'8' e il crollo tra il 22' e il 26' con Mikautadze e Mouriño. È il secondo ko in due giornate di Champions, dopo lo 0-1 interno con l'Arsenal: zero punti nel torneo europeo, mentre in campionato — altra classifica, altro discorso — gli azzurri di Allegri sono ottavi con 10 punti in sei gare.
Abodi ha trovato spazio anche per un ringraziamento al selezionatore Roberto Mancini, impegnato nella ricostruzione della Nazionale, definita «indicatore del movimento non secondario»: il collegamento che il ministro traccia è diretto, tra il rendimento dei club in Europa e la forza del movimento che alimenta gli Azzurri.
Le parole di Abodi arrivano in una settimana in cui il Napoli è già sotto accusa in casa propria. Il mercato estivo si è chiuso con un saldo negativo di circa 47,5 milioni di euro, i rinnovi di McTominay e Anguissa sono bloccati sulla distanza economica tra richiesta e offerta, e il futuro di De Bruyne, in scadenza a giugno 2027, è ancora sospeso tra un'opzione di rinnovo e l'ipotesi parametro zero. Chiedere ai club un'analisi sui motivi del distacco dall'Europa, mentre la gestione delle proprie rose fatica a chiudere i dossier più urgenti, è un invito che a Napoli suona anche come uno specchio.
La prossima occasione per misurare la distanza di cui parla il ministro è già segnata: Napoli-Bodø/Glimt, martedì 20 ottobre al Maradona, terza giornata di League Phase. Prima, sabato 17 ottobre, c'è Venezia-Napoli in campionato: un'altra partita, un altro conto, che però dirà molto sullo stato della squadra di Allegri dopo lo scossone di Villarreal.
Fonte: Il Napolista




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