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Qualiano, Parlato: «Terreni sotto sequestro e proprietari irreperibili, rischia di saltare tutto»

Tre giorni dopo il vertice con notaio e sindaco per sciogliere l'ipoteca sui terreni del futuro centro sportivo, il quadro raccontato dal giornalista Manuel Parlato è molto più complicato: proprietari multipli da rintracciare, appezzamenti sotto sequestro e vecchie cause ancora aperte.

Qualiano, Parlato: «Terreni sotto sequestro e proprietari irreperibili, rischia di saltare tutto»
Qualiano, Parlato: «Terreni sotto sequestro e proprietari irreperibili, rischia di saltare tutto» — Grafica Arena Napoli

Tre giorni dopo il vertice di lunedì a Qualiano tra i progettisti del Napoli, il sindaco Raffaele De Leonardis e un notaio per sciogliere l'ipoteca sui terreni del futuro centro sportivo, arriva una lettura ben più allarmata della trattativa. Sul suo canale YouTube, il giornalista di Radio Club 91 e Canale 21 Manuel Parlato ha spiegato perché l'operazione rischia seriamente di non chiudersi.

Secondo quanto raccontato da Parlato, tra De Laurentiis e le controparti c'è stato "un accordo di massima", oltre a una lettera di intenti e a una manifestazione di volontà di acquisizione dei terreni — ma non basta: gli appezzamenti non appartengono a un solo proprietario, bensì a più persone da incontrare una per una, e alcune di queste risultano irreperibili. Ad aggravare il quadro, alcuni terreni sono sotto sequestro per vecchie cause giudiziarie ancora aperte, su cui avvocati e notai stanno lavorando per provare a sbloccare la situazione.

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Il paragone che Parlato traccia è con Monterusciello, l'altro terreno su cui il Napoli aveva raggiunto un'intesa di massima prima di fare marcia indietro: per il giornalista, Qualiano "forse è ancora più complicata". Una manifestazione di interesse, ricorda, non equivale a un'acquisizione reale: servono le firme di tutte le parti, "soprattutto della controparte", e al momento quelle firme mancano. Il dato che Parlato mette sul tavolo è pesante: De Laurentiis ha esaminato 27-28 terreni nei suoi 22 anni di gestione del club senza ancora portarne a casa uno.

Pesa anche la linea del Comune: il sindaco di Qualiano ha fatto sapere che non ne parlerà "fino a quando non ci sarà la firma definitiva", segno che dall'altra parte del tavolo la partita non è considerata affatto chiusa. Per Parlato, a questo punto, il presidente del Napoli dovrà presto scegliere tra cercare un altro terreno o fare un passo indietro rispetto a una trattativa che pure sembrava, almeno nelle intenzioni, avviata nella direzione giusta.

Il tema si allarga, nelle parole del giornalista, oltre il solo centro sportivo: anche la questione dello stadio resta bloccata da anni, e per Parlato è "forse dieci volte più complicato" rispetto al training center. Un paragone che pesa sulla gestione De Laurentiis più che sulla squadra di Allegri, ma che chi aspetta una struttura moderna per Castel Volturno — tuttora senza un centro sportivo di proprietà dopo quattro scudetti in bacheca — non può non notare.

Il campo, intanto, resta altrove: la priorità immediata è il Frosinone di sabato al Maradona. Ma la domanda su cosa resterà, in termini di strutture, al Napoli del dopo-De Laurentiis pesa oggi più di tre giorni fa.

Fonte: AreaNapoli

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