Gila e Gabriel Jesus, il Napoli li aveva già in tasca: il retroscena dell'estate dell'austerity
Manna aveva bruciato la concorrenza per lo spagnolo e teneva in pugno il brasiliano come alternativa a Lucca e Höjlund: entrambi sfumati per motivi di bilancio, oggi segnano altrove.

C'è un retroscena che pesa più di una semplice occasione persa: il Napoli aveva già in pugno due calciatori che in queste prime settimane di stagione stanno dimostrando il loro valore, Gila e l'attaccante Gabriel Jesus. Non trattative avviate, ma colpi che Giovanni Manna aveva già chiuso, prima di doverci rinunciare.
Su Gila il direttore sportivo aveva bruciato la concorrenza: l'affare era fatto, poi è saltato per esigenze di bilancio. Il difensore spagnolo è finito al Milan, che se lo gode mentre il Napoli fatica dietro e ha già subito 5 gol nelle ultime due gare di campionato.
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Stessa storia, ingaggio ancora più pesante, per Romelu Lukaku: 11 milioni lordi salutati per i medesimi motivi di bilancio. E su Gabriel Jesus il discorso è forse il più doloroso di tutti: Massimiliano Allegri ha aspettato per settimane una punta diversa da Lorenzo Lucca e Rasmus Höjlund, mentre Manna teneva in pugno esattamente quel profilo. Il brasiliano è finito al Barcellona, dove è già andato a segno in Champions League — la competizione in cui il Napoli, nella stessa notte al Maradona, si è consegnato all'Arsenal senza nemmeno un corner conquistato.
Il perché di questa austerity ha un nome preciso: i parametri UEFA, sforati dopo due mercati faraonici che il club ha inseguito negli anni scorsi. Due mercati costosi, va detto senza infingimenti, che non hanno fatto rima con scelte sempre giuste: e ora il conto lo sta pagando la rosa di quest'anno, arrivata a settembre con soli Alessandro Badiashile e Costantino Favasuli come rinforzi, quest'ultimo esordiente in Champions proprio contro l'Arsenal.
Il saldo di mercato è negativo per circa 47,5 milioni di euro, e le critiche non sono mancate: Dries Mertens ha già parlato di una sessione che avrebbe meritato «qualche innesto in più», mentre l'agente Mario Giuffredi ha difeso pubblicamente le scelte della società e di Allegri. Ma sentire i nomi di chi si è lasciato andare — non un obiettivo mancato, un affare già in mano — cambia la prospettiva di quella critica: non è la solita lamentela da bar, è un rimpianto con nome e cognome.
Il Napoli è dodicesimo con 3 punti dopo tre giornate e arriva alla sfida di domenica col Bologna dopo tre sconfitte di fila, l'ultima delle quali in Champions. Il mercato resta chiuso fino al 2 gennaio: la prossima finestra per rimediare, se la società lo vorrà, si apre solo con il nuovo anno, e intanto in casa resta aperto anche il nodo del rinnovo di Scott McTominay, in scadenza 2027 e ancora lontano dall'intesa col club.
Fonte: AreaNapoli




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