Giovane, ripescato in lista UEFA e ora titolare: cosa dice del Napoli il suo posto in squadra
Escluso dalla lista per la Champions e rientrato solo per l'infortunio di Favasuli, ha giocato titolare a Villarreal, a Venezia e col Bodø/Glimt. Il suo percorso dice qualcosa anche sulle scelte della società.

Nessun minuto nelle prime due giornate di campionato, un infortunio, l'esclusione dalla lista UEFA. Oggi Giovane è titolare nelle partite che pesano: ha giocato dal primo minuto a Villarreal, a Venezia e martedì al Maradona contro il Bodø/Glimt, in coppia con Lucca.
Il posto in Champions non gli è stato dato all'inizio. È arrivato dopo: Giovane è rientrato nell'elenco solo perché si è fatto male Favasuli. È stato un ripescaggio, non una scelta. Contro i norvegesi ha fatto la giocata decisiva nell'azione del 4-2, chiusa dall'autorete di Bjørtuft all'88', quando il Bodø/Glimt aveva già pareggiato due volte. È servita: due minuti dopo Fet ha segnato il 4-3. Senza quella giocata sarebbe finita 3-3, e la serata decisiva per Allegri avrebbe avuto un altro titolo.
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Prima della Champions c'era stato l'assist a De Bruyne nel 3-0 al Frosinone del 10 ottobre. In estate era stato confermato fra molti dubbi sul ruolo in cui farlo giocare. Adesso le gerarchie sono cambiate: Allegri lo ha messo davanti a Lucca come vice di Højlund.
Il rovescio della medaglia
Detto questo, non c'è niente da festeggiare. Due delle tre partite giocate da titolare da Giovane sono state sconfitte: il 3-1 di Villarreal e l'1-0 di Venezia. Non è colpa sua. Però non possiamo raccontare questa storia come se fosse una favola. Pensiamo poi a chi c'è intorno a lui in attacco: Højlund non segna dal 5 settembre, Alisson Santos è fermo di nuovo per una lesione al bicipite femorale sinistro, Lucca è sceso nelle gerarchie. Se un giocatore rimasto fuori dalla lista UEFA diventa titolare in Champions, ci sono due spiegazioni. O quella lista era sbagliata, o l'attacco è troppo corto per un club in cui Giovanni Manna ha speso più di 300 milioni in cinque sessioni di mercato. In tutti e due i casi qualcuno deve rispondere, e non è il ragazzo.
Poi c'è l'età. Giovane non ha ancora compiuto 23 anni e gioca nella rosa con l'età media più alta del campionato. Un po' di ricambio generazionale serve davvero a questo Napoli. Ma è arrivato grazie all'infortunio di un compagno, non per un progetto. Al bar la domanda viene da sola: quanti altri giovani sarebbero rimasti fuori, se Favasuli non si fosse fatto male?
Sabato alle 18 al Maradona arriva la Roma, terza con 17 punti, sette più di noi, nella partita a cui la società ha legato la seconda verifica su Allegri. Sapere se Giovane si è guadagnato il posto conta poco. La vera domanda è se possa bastare un giocatore ripescato a dare all'attacco i gol che Højlund non segna dal 5 settembre.
Fonte: Spazio Napoli




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