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Raffaela Marotta, 100 anni e un corno per De Laurentiis: «Lo aspettavo»

Invitata dalla società per Napoli-Frosinone, la tifosa centenaria ha portato al presidente la bomboniera del suo compleanno: un corno azzurro. De Laurentiis l'ha raccontato anche al Coni, pochi giorni dopo.

Stadio Maradona (Napoli), Agosto (1)
Stadio Maradona (Napoli), Agosto (1) — Foto: Calciopedia · CC0

Lo smalto è bordeaux, le perline ora al polso ora al collo. Raffaela Marotta è arrivata allo stadio per Napoli-Frosinone con in mano la bomboniera dei suoi cento anni: un corno azzurro. Aurelio De Laurentiis non se lo aspettava, lei invece l'ha accolto come un vecchio conoscente: «Presidente, l'aspettavo», gli ha detto, pur non avendolo mai incontrato di persona ma solo visto in televisione. Il presidente, sorpreso e divertito, l'ha baciata, le ha fatto i complimenti e le ha regalato una maglia azzurra con il numero 100, il suo nome e l'autografo. Dell'incontro De Laurentiis ha parlato di nuovo pochi giorni dopo, al Coni, durante la cerimonia per il Collare d'Oro al Merito Sportivo: «L'altro giorno è venuta una signora centenaria a portarmi un corno bellissimo azzurro».

Quando la società l'ha contattata per la prima volta, Raffaela non ci ha creduto: pensava fosse l'ennesimo scherzo dei nipoti, abituati a chiamarla al telefono per farle qualche tiro. Solo quando è arrivata la chiamata vera uno dei nipoti ha dovuto chiarire: «Io non c'entro nulla, credetemi». Il giorno della partita quasi non voleva uscire, perché pioveva: «Il presidente mi ha detto di venire sempre, ma quando piove preferisco non uscire». È andata comunque, e il Napoli ha vinto 3-0. Vicino alla bomboniera c'era scritto «Napoli»: per lei è stato un buon augurio, «infatti hanno fatto tre gol».

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Dietro la fede azzurra c'è una vita intera. Raffaela segue ogni compleanno con un rito: scrive una lettera e la legge davanti alla famiglia, ma solo dopo il controllo della figlia Rosaria. Una correzione relativa, perché a ogni revisione aggiunge una frase nuova.

Del campo ha un'opinione precisa. Ha un debole per Vergara, «quel giovane che gioca bene», e un giudizio netto su Allegri: «Non mi convince. Sembra che non riesca a dare sicurezza alla squadra, fino al novantesimo». Detto da una tifosa di cento anni, pesa come il giudizio di chi il calcio l'ha visto cambiare per generazioni intere: non ha bisogno di tecnicismi per dire quello che in città si discute da settimane sulla tenuta della squadra fino al triplice fischio.

La fede è nata quando era fidanzata: lui andava allo stadio, lei no. Con cinque figli a casa, ha scelto comunque di tifare Napoli e di farli tifare tutti Napoli. Vale anche per i parenti più lontani, tranne un'eccezione che la fa ancora indispettire: il marito della nipote tifa Milan, e secondo Raffaela è giusto che guardi la sua squadra — peccato che quando gioca il Napoli lui se ne vada. «Non è giusto», dice.

Quando le chiedono una foto, si sistema, sorride, e prima di lasciar andare il fotografo vuole una garanzia: «Posso vedere come sono venuta?».

Fonte: Il Mattino Napoli

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