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Mazzola: «Ci farà perdere la partita e lo scudetto», la confessione sull'arbitro Gonnella

A quasi due anni dalla morte di Sandro Mazzola, riemerge una sua intervista di fine 2020 su un episodio mai raccontato prima: uno sfogo con l'arbitro Gonnella durante un Inter-Napoli, proprio nei giorni in cui il suo minuto di silenzio al Franchi è stato interrotto dai cori della curva viola.

Lo stadio Diego Armando Maradona di Napoli
Lo stadio Diego Armando Maradona — Foto: stadi.online

Sandro Mazzola è morto a 83 anni, e il suo ricordo si è già intrecciato con una pagina brutta di questi giorni: i cori della curva viola durante il minuto di silenzio prima di Fiorentina-Napoli. Ma a riportare l'ex capitano dell'Inter al centro della storia con il Napoli è anche un'altra vicenda, mai confessata prima di un'intervista di fine 2020: un condizionamento esercitato sull'arbitro Gonnella durante un Inter-Napoli, quasi cinquant'anni prima.

Il racconto di Mazzola parte da una partita in cui il Napoli era in vantaggio e l'Inter era rimasta in dieci uomini. Tra il primo e il secondo tempo entrò nello spogliatoio dell'arbitro Gonnella e lo affrontò senza mezzi termini: «Guardi, lei sta arbitrando malissimo e ci farà perdere la partita e lo scudetto, se ne assumerà la responsabilità e le colpe. E non garantisco su come la gente allo stadio la prenderà».

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Nella stessa intervista Mazzola ammise il proprio pentimento: «Era quello che pensavo, non erano minacce: ero nero perché davvero ero convinto che ci avesse danneggiati. Fu un errore, non dovevo farlo, ne parlai anche con Juliano tante volte e lui mi ha sempre perdonato». Juliano è Antonio Juliano, capitano del Napoli in quegli anni, per tutti Totonno.

Il resto del racconto, fatto sorridendo, aveva un tono più leggero: Mazzola svelò di aver accarezzato l'idea di chiudere la carriera al Napoli, proprio su sollecitazione dello stesso Juliano, e di essere stato uno dei pochi giocatori a cui il massaggiatore Gaetano Masturzo preparava il caffè non solo in Nazionale al San Paolo ma anche quando vestiva la maglia dell'Inter.

Per una tifoseria che ha aspettato decenni prima del primo scudetto del 1987, il sospetto di essere stata derubata da un arbitraggio non è mai stato solo una sensazione da bar: sentirselo confermare, sia pure a distanza di tanti anni e dalla voce di chi lo ammette come un errore, tocca un nervo che i cori di pochi giorni fa avevano già riaperto nel modo peggiore.

Fonte: Il Mattino Napoli

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