Porto-Napoli, le domande a cui Allegri dovrà rispondere
Qualunque cosa si dica dopo il 4-1 di Porto, andrà messa accanto al tabellino. E il tabellino lascia poco spazio a una lettura indulgente.

Prima delle parole conviene fissare i fatti, perché è con quelli che ogni dichiarazione su questa partita andrà confrontata. Allegri a Porto è tornato in panchina dopo la squalifica e ha visto la sua squadra prendere quattro gol in Champions, in una serata in cui il Napoli è stato davvero in partita solo per il tempo che McTominay ha impiegato a pareggiare il gol di Bednarek, al 43'. Non abbiamo virgolettati da riportare, e non ne inventiamo. Possiamo però dire con precisione quali risposte servono, e quali spiegazioni il campo ha già smentito.
La prima riguarda l'atteggiamento. Nei primi 36 minuti il Napoli ha raccolto quattro ammonizioni: Vergara al 1', Anguissa al 21', Rrahmani al 35', McTominay al 36'. Una squadra che gioca il primo tempo con mezzo centrocampo e un centrale già ammoniti è una squadra che rincorre, non che comanda. Se nel dopo partita si parlerà di un primo tempo giocato alla pari, il tabellino dice altro: il pareggio è arrivato, il controllo della gara no.
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La seconda riguarda il secondo tempo, e qui non c'è spazio per parlare di episodi. Il Porto ha colpito il legno con Bednarek al 56' e con Veiga al 63' prima di passare in vantaggio: due avvisi ignorati, non un colpo di sfortuna. Le mosse dalla panchina sono arrivate al 78', con Lang e Giovane al posto di Anguissa e Vergara, e all'82' con Lucca per Politano, quando si era già sotto. Due minuti dopo il primo cambio è arrivato il gol di Kiwior, poi l'espulsione di Marín e il rigore di Aghehowa. Chi allena risponde dei tempi delle scelte, e a Porto i tempi sono stati quelli di chi insegue il problema invece di anticiparlo.
È questo il punto su cui la piazza aspetta Allegri, dopo il 2-0 di Torino e adesso questo 4-1: non serve una formula sul gruppo che reagirà, serve dire che cosa non ha funzionato e che cosa cambierà. La prossima occasione per vederlo è domenica 8 novembre alle 12:30 al Diego Armando Maradona contro la Lazio. In Europa, dove la piazza si sente ancora giudicata, una serata come quella di Porto pesa più di qualunque spiegazione data a microfoni accesi.




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