Porto-Napoli, la moviola toglie l'ultimo alibi: il gol di Højlund era in fuorigioco, il rosso a Rafa Marín è giusto
Michael Oliver al Dragão ha preso le decisioni giuste in tutti gli episodi che contano. Il 4-1 è meritato. Il problema sono i quattro gol presi, due su calcio d'angolo.

Al Dragão non c'è un episodio a cui aggrapparsi. Michael Oliver ha deciso bene ogni momento chiave di Porto-Napoli. Il pareggio di Højlund era in fuorigioco, anche se di poco. Il rigore e l'espulsione di Rafa Marín all'89' erano netti. Il 4-1 è tutto meritato, e conviene dirlo subito: un arbitro da processare non c'è.
Il primo avviso era arrivato dopo tre minuti. Al Porto viene annullato un gol perché Pepê, lanciato alle spalle di Vergara, era partito in posizione irregolare. Quell'avviso non è servito a niente. All'11' Bednarek ha segnato di testa su calcio d'angolo. Tra il 37' e il 38' il Napoli ha trovato la ripartenza giusta: Politano è scappato veloce e ha messo in mezzo all'area, dove Højlund ha segnato in spaccata. L'assistente però ha alzato la bandierina, perché al momento del passaggio il danese era oltre la linea difensiva del Porto. Il pareggio vero è arrivato al 43': Diogo Costa ha parato su Højlund e McTominay ha ribadito in rete.
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L'ultimo episodio è dell'89', con la partita già chiusa sul 3-1. Il Porto riparte, Gimenez serve Samu solo davanti a Meret e Rafa Marín lo atterra in area. Oliver fischia il rigore e mostra il rosso allo spagnolo, senza esitare. Anche l'ex arbitro Gianpaolo Calvarese non ha avuto dubbi: «Sul rigore nessun dubbio, Rafa Marin lo trattiene e non è un tentativo genuino. Per questo è cartellino rosso». Dal dischetto arriva il 4-1.
Il problema sta nella nostra area, non sul taccuino dell'arbitro
Quattro gol subiti, due su calcio d'angolo. La difesa era inedita: Beukema, Rrahmani e Rafa Marín giocavano insieme dal 1' per la prima volta, senza un terzino di ruolo sulle fasce. È il frutto di un'emergenza che dura da settimane, con diciassette giocatori colpiti da infortuni. L'emergenza però spiega chi va in campo, non perché si prendono due gol da palla inattiva. I calci d'angolo si preparano durante la settimana e non dipendono da chi è in infermeria. Della difesa sui piazzati risponde chi allena.
C'è anche una riflessione meno comoda. Una moviola che assolve l'arbitro, dopo una sconfitta così, fa più male di una che lo condanna. Ci toglie l'ultima scusa e ci lascia davanti soltanto la squadra. In Champions il Napoli ha 3 punti in quattro partite, con una vittoria e tre sconfitte. Per chi si sente ancora giudicato in Europa, nessuno ce li ha tolti: li abbiamo persi noi. E al Dragão è arrivato il secondo crollo nella ripresa dopo il 2-0 di Torino.
Domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio capolista. Il Napoli avrà undici indisponibili certi e Allegri tornerà in panchina in campionato dopo le due giornate di squalifica. Contro la prima in classifica non ci saranno guardalinee da contestare.
Bisognerà difendere meglio, a cominciare dai calci d'angolo.
Fonte: Il Napolista




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