Porto-Napoli 4-1: un tempo in partita, poi il Napoli crolla
McTominay pareggia prima dell'intervallo, poi il Porto colpisce due legni e chiude con tre gol dal 71'. In Europa il Napoli si scioglie di nuovo, e le domande sono tutte per la panchina.

Finisce 4-1 per il Porto, e il risultato non lascia spazio a letture di comodo. Per settanta minuti il Napoli è rimasto in partita, almeno nel punteggio. Poi si è spento del tutto, proprio nella fase in cui una squadra con questa rosa dovrebbe venire fuori. È una sconfitta larga, in Champions, cioè dove la piazza chiede prima di tutto di non sfigurare. E arriva subito dopo il 2-0 dell'Allianz Stadium.
La serata parte storta subito: Vergara viene ammonito dopo un minuto e all'11' il Porto è già avanti, con Bednarek su assist di Veiga. Nel primo tempo finiscono sul taccuino anche Anguissa, Rrahmani e McTominay, quattro ammoniti in poco più di mezz'ora: è il segno di una squadra che rincorre. A rimettere le cose a posto è proprio McTominay, che al 43' firma l'1-1. Si va all'intervallo in parità, ed era la base da cui costruire qualcosa.
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Il Porto invece riparte più forte. Al 56' entra Aghehowa e nello stesso minuto Bednarek colpisce un legno; al 63' tocca a Veiga prendere un altro legno. Sono due avvisi chiarissimi in sette minuti, e il Napoli non cambia niente. Al 67' il Porto mette dentro Gimenez, che quattro minuti dopo serve a Veiga il pallone del 2-1.
Allegri, tornato in panchina dopo la squalifica, interviene al 78' con Lang e Giovane. Due minuti dopo il Porto segna il terzo gol: lo fa Kiwior, su assist di Hwang, appena entrato. All'82' entra anche Lucca, ma la partita è finita da un pezzo. All'88' arriva l'espulsione di Marín e al 90' Aghehowa trasforma il rigore del 4-1. Dal 71' al 90' il Napoli prende tre gol in diciannove minuti. Alla fine i tiri sono 19 contro 11, quelli in porta 8 contro 6: non è stata una partita alla pari.
Questa partita conferma quello che la piazza dice da giorni. Il Napoli non trova risposte quando la gara gira, e le correzioni arrivano tardi: i cambi del Porto hanno inciso, quelli del Napoli sono arrivati quando i due legni avevano già detto come si stava mettendo. Chi allena risponde dei tempi delle scelte, e stasera quei tempi sono stati sbagliati. In Europa ci si giudica anche da come si perde, e un crollo così nell'ultimo quarto d'ora abbondante non si archivia. Domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio: lì servirà vedere una squadra che reagisce, perché le parole non basteranno più.




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