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Porto-Napoli, i cambi del Porto segnano la ripresa, il Napoli si muove al 78'

Dai giocatori entrati dalla panchina del Porto passano tutti e tre i gol della ripresa; il Napoli fa il primo cambio quando è già sotto da sette minuti.

Porto-Napoli Porto-Napoli, due legni come avviso e una panchina che non ha risposto
Porto-Napoli Porto-Napoli, due legni come avviso e una panchina che non ha risposto — Grafica Arena Napoli

La partita di Porto si è decisa con i cambi, ed è lì che va cercata la prima risposta. Il Porto ha messo dentro Aghehowa al 56', Sanusi e Gimenez al 67'. Quattro minuti dopo il suo ingresso Gimenez ha servito a Veiga il pallone del 2-1. Hwang entra al 78' e due minuti più tardi fa l'assist per il 3-1 di Kiwior. Al 90' Aghehowa chiude su rigore. Tutti e tre i gol portoghesi della ripresa passano da un giocatore partito dalla panchina, come marcatore o come assist. Il Napoli fa la prima mossa al 78', con Lang e Giovane, quando è sotto 2-1 già da sette minuti; Lucca entra all'82'. Quando a Napoli arrivano le prime forze fresche, il Porto ha già fatto tre cambi e uno di questi ha già portato un gol.

Il secondo punto è quello che è successo prima del 71'. Fra il 56' e il 63' il Porto colpisce due legni, prima con Bednarek e poi con Veiga. Non è sfortuna da mettere a verbale: sono due avvisi chiari che la partita si stava spostando verso la porta di Meret. Lo dicono anche i numeri finali, 19 tiri a 11 e 8 in porta contro 6: la differenza non sta nel possesso, quasi pari, ma in quello che il Porto ha costruito e il Napoli no. In quel quarto d'ora fra il 56' e il 71' la cronologia non registra nessun cambio del Napoli. Il 2-1 non è arrivato a sorpresa: era stato annunciato due volte.

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Il terzo punto è il primo tempo. Il Napoli arriva al 36' con quattro ammoniti: Vergara dopo un minuto, Anguissa al 21', Rrahmani e McTominay a un minuto di distanza, al 35' e al 36'. Tre centrocampisti e un difensore, cioè buona parte della spina dorsale della squadra, con un giallo sulle spalle già prima dell'intervallo. Il pareggio di McTominay al 43' aveva rimesso in equilibrio il punteggio dopo il gol di Bednarek all'11', ed è rimasto l'unico gol del Napoli. Il finale, con l'espulsione di Marín all'88' e il rigore al 90', chiude soltanto una partita che sul 3-1 era già persa.

In Europa questa piazza si sente ancora giudicata, e la stagione scorsa si è chiusa con l'eliminazione nella fase campionato e con il 6-2 di Eindhoven, la peggiore sconfitta europea della storia del club. Per questo un 4-1 in cui l'avversario cambia la partita con la panchina, mentre il Napoli aspetta, pesa più del risultato. In questi giorni a Napoli si chiede meno attendismo e un calcio più coraggioso, e su Allegri i dubbi sono espliciti. Porto non chiude il dibattito, ma gli dà un argomento concreto: i tempi delle mosse. Allegri era appena tornato in panchina dopo la squalifica, e i cambi sono responsabilità di chi allena.

Domenica alle 12:30 al Diego Armando Maradona arriva la Lazio, tre giorni dopo questa notte. È un'altra competizione e un'altra partita, ma la domanda che resta da Porto vale anche lì: se il Napoli è capace di cambiare una gara prima di trovarsi a inseguire, o se continuerà a muoversi quando l'avversario ha già cambiato tutto.

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