Il ritiro dopo Venezia lo aveva fermato Manna: ora si va a Pozzuoli, e il ds finisce sotto esame
Dopo il 2-0 di Torino e il 4-1 di Porto le domande non riguardano più solo Allegri. Anche Giovanni Manna deve rispondere di come è stata costruita la rosa, di come regge fisicamente e di come tiene insieme lo spogliatoio.

Già dopo la sconfitta di Venezia Aurelio De Laurentiis voleva mandare la squadra in ritiro. All'ultimo momento era stato Giovanni Manna a convincerlo a rinunciare. Questa volta il presidente ha deciso di fare a modo suo: stasera alle 19 è previsto l'ingresso all'hotel Gli Dei di Pozzuoli, e lì la squadra resterà fino alla Lazio. Nel frattempo sono arrivati il 2-0 dell'Allianz Stadium e il 4-1 del Dragão, e la posizione del direttore sportivo è diventata meno solida.
Fino a pochi giorni fa l'imputato era uno solo, Massimiliano Allegri. Adesso si sente sempre più spesso una domanda che la piazza non si era mai fatta così apertamente: a cosa serve Manna in questo Napoli? Dei casi Badiashile e Okafor abbiamo già scritto. La novità è che le contestazioni al ds sono diventate tre e più larghe. Non avrebbe cercato l'origine dei malanni. Non avrebbe azzeccato acquisti, se non qualcuno di poca spesa e con garanzie incerte. E non avrebbe avvisato l'allenatore delle crepe che si stavano aprendo dentro la squadra.
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Il primo punto si misura con l'infermeria. Domenica contro la Lazio mancheranno Buongiorno, Badiashile, Favasuli, Di Lorenzo, Spinazzola, Olivera, Lobotka, Neres, Alisson Santos e De Bruyne, più Marianucci squalificato. Milinković-Savić è in dubbio. A Porto non c'era nemmeno un terzino di ruolo. Badiashile, preso in prestito dal Chelsea, tornerà a dicembre. Buongiorno, operato al menisco, si rivede a gennaio. Chi costruisce la rosa risponde anche di quanto regge. Un elenco così lungo, per così tante settimane, non si archivia come un caso: è una questione che va posta al ds prima ancora che allo staff medico.
Cento milioni e tre domande
Il secondo punto sono gli acquisti. Nell'estate 2025, con Antonio Conte in panchina, sono arrivati Lucca, Lang e Beukema, circa 100 milioni in tutto. Lucca non ha ancora segnato in questa stagione e per gennaio si parla soprattutto di prestito. Beukema è costato circa 30 milioni ed è rimasto fermo alcune settimane in preparazione per il tendine. A Porto ha giocato la sua prima partita da titolare in Champions, appena la seconda dal 1' in tutta la stagione. Lang al Dragão è entrato al 78', con la squadra già sotto 2-1. La domanda scomoda è semplice: questi giocatori li ha pretesi l'allenatore, o il mercato l'ha impostato il ds senza dare alternative? In tutti e due i casi, oggi quei soldi in campo non si vedono.
Il terzo punto è il più pesante. Dopo una settimana di lavoro, al presidente e al direttore sportivo era stato spiegato che senza due o tre acquisti nuovi e di livello sarebbero arrivati i guai. Il mercato estivo si è chiuso l'1 settembre, e i guai sono arrivati. A questo si aggiunge lo spogliatoio: le scene tra De Bruyne e Lucca a Porto, e Politano che alla vigilia del Dragão diceva «Ricaschiamo negli stessi errori fatti». Secondo noi tenere insieme un gruppo che si divide non è solo compito dell'allenatore. Un direttore sportivo serve anche a questo.
Non vogliamo spostare tutta la colpa da una scrivania all'altra. Allegri risponde delle sue scelte, e il 4-1 di Porto è anche suo. De Laurentiis sceglie gli uomini e firma gli assegni. Però un Napoli ottavo con 14 punti, 9 sotto quel quarto posto che l'allenatore si era dato come obiettivo, è il risultato di una rosa prima ancora che di una panchina. Il mercato riapre il 2 gennaio, e si parla già di quattro uscite e quattro arrivi. Prima di affidargli quel mercato bisogna sapere se Manna ha ancora la fiducia per farlo.
Domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio capolista, con 28 punti, esattamente il doppio dei nostri. Nel ritiro di Pozzuoli Allegri dovrà trovare una squadra da mandare in campo, con quello che il ds gli ha messo a disposizione.
Fonte: Il Napolista




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