Champions, a Porto il Napoli si è sciolto. E domenica arriva la Lazio
In Europa, dove la piazza si sente ancora sotto esame, il Napoli ha retto un tempo e poi ha ceduto di schianto. Le scelte di Allegri vanno spiegate, e la Lazio non aspetta.

L'Europa era il posto in cui questo Napoli doveva dimostrare di aver chiuso i conti con la stagione scorsa: fuori nella fase campionato, trentesimo, con il 6-2 di Eindhoven, la peggiore sconfitta europea della storia del club. A Porto è successo il contrario. Quattro gol subiti in trasferta in Champions non sono un incidente da archiviare: restano nel conto del torneo e lo complicano. E la parte che fa più male non è il punteggio, è come ci si è arrivati. Davanti a una piazza che in Europa chiede carattere prima ancora del risultato, la squadra si è spenta proprio nel momento in cui doveva tenere.
Le scelte di partenza erano di Allegri, e di Allegri è la responsabilità: Højlund titolare, difesa a tre con Beukema alla prima da titolare in Champions, Politano e Lang sulle fasce senza un terzino di ruolo. Per un tempo la partita è rimasta in equilibrio, perché al gol di Bednarek all'11' aveva risposto McTominay al 43'. Questo è il fatto, e niente di più: il pareggio non trasforma in buona la serata di nessuno. Nella ripresa il Porto ha cambiato la partita con le sostituzioni, il Napoli è rimasto fermo fino al 78', e in meno di venti minuti sono arrivati Veiga, Kiwior e Aghehowa. Una difesa costruita per la gara si è sfaldata senza che dalla panchina arrivasse una correzione in tempo.
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Domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio, e non sarà la partita per rimettere a posto l'umore. Mancheranno Neres, Buongiorno, Alisson Santos e Marianucci, squalificato dopo l'espulsione di Torino. Allegri dovrà scegliere chi tenere fra quelli scesi in campo a Porto e a chi dare spazio, e quelle scelte verranno lette alla luce di quanto visto ieri, non a prescindere.
La Champions intanto resta lì, con un 4-1 da far pesare il meno possibile. Il cammino nel torneo si rimette in piedi solo con una squadra che in Europa non si scioglie al primo cambio dell'avversario. È questa la risposta che la piazza aspetta da Allegri, prima ancora delle parole.




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