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De Bruyne divide lo spogliatoio: dopo Porto il problema del Napoli non è più solo in campo

Dentro la squadra si è aperta una frattura e al centro c'è il belga: da luglio avrebbe fatto il bello e il cattivo tempo, senza che il club riuscisse a gestirlo. A Porto è venuto tutto allo scoperto.

De Bruyne con la maglia del SSC Napoli
De Bruyne con la maglia del SSC Napoli — Foto: store.sscnapoli.it

Il 4-1 del Dragão non ha lasciato solo un tabellino da spiegare. Lo spogliatoio del Napoli è spaccato, e al centro della frattura c'è De Bruyne. Da luglio in poi al belga è stato permesso di fare il bello e il cattivo tempo. Il club non è stato capace di gestirlo, e intorno a lui il malumore dei compagni è cresciuto settimana dopo settimana.

I retroscena descrivono un De Bruyne a volte supponente, pronto a rimproverare i compagni. Ci sono state discussioni anche in allenamento. A Porto sono arrivati gli screzi in campo: non soltanto quello con Lucca, di cui abbiamo già scritto, ma anche quelli con Rrahmani e con Politano. La serata del Dragão ha messo in piazza quello che fino a quel momento restava a Castel Volturno. Dopo la sconfitta in Champions, le parole di Politano hanno fatto emergere anche una divisione tra italiani e stranieri. È il vice capitano, ed era stato lui, alla vigilia, a dire: «Ricaschiamo negli stessi errori fatti».

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Questa frattura arriva nel momento peggiore della stagione. Prima il 2-0 dell'Allianz Stadium, poi il 4-1 di Porto, la terza sconfitta in quattro partite europee. In campionato il Napoli è ottavo con 14 punti, a 9 dal quarto posto che Allegri si era dato come obiettivo. Dopo Torino Aurelio De Laurentiis aveva già affrontato la squadra in un faccia a faccia sull'atteggiamento. Adesso ha deciso il ritiro: domani alle 19 la squadra dovrebbe entrare all'hotel Gli Dei di Pozzuoli e restarci fino alla Lazio.

La domanda scomoda è una sola: chi doveva dire di no a De Bruyne, e perché non l'ha fatto? Qui ognuno ha la sua parte. Chi allena risponde di quello che succede in allenamento e in campo, e a Porto è successo davanti a tutti. Chi ha costruito questa rosa risponde degli equilibri che ha messo in piedi intorno a un campione che, ai compagni, oggi pesa più di quanto li aiuti. Un club che in quattro mesi non riesce a gestire un giocatore ha un problema che non si risolve chiudendo la squadra in albergo per due notti.

C'è anche un dato che nessuno può far finta di non vedere. Il contratto di De Bruyne scade a giugno 2027, come quelli di Meret e Anguissa. Una frattura così, con un giocatore a otto mesi dalla scadenza, trasforma una questione di spogliatoio in una questione di futuro. E sul futuro del belga la società, per ora, non ha detto una parola.

La Lazio senza il belga

Domenica alle 12:30 al Maradona De Bruyne non ci sarà: la distorsione alla caviglia rimediata il 1° novembre lo tiene fuori. Ci sarà però tutto il resto, cioè una lista di indisponibili che va da Di Lorenzo a Lobotka, da Neres a Buongiorno, la squalifica di Marianucci e una capolista che ha 28 punti, esattamente il doppio dei nostri. La partita con la Lazio non dirà chi aveva ragione tra De Bruyne e i compagni. Dirà se nel ritiro di Pozzuoli questo gruppo è riuscito a tornare una squadra.

Fonte: AreaNapoli

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