Un paio di allenatori senza squadra si propongono al Napoli, ma De Laurentiis va avanti con Allegri
Dopo il 4-1 di Porto qualcuno si è fatto avanti per la panchina azzurra. Il presidente per ora non cambia linea, ma lo spogliatoio è diviso e domenica alle 12:30 al Maradona arriva la Lazio capolista.

Sulla panchina del Napoli c'è chi si è già candidato. Dopo il 4-1 del Dragão un paio di allenatori senza squadra si sono offerti al club per prendere il posto di Massimiliano Allegri. Per ora la porta resta chiusa: Aurelio De Laurentiis ha intenzione di andare avanti con il tecnico livornese. Che la società non stia preparando il ribaltone lo avevamo già scritto. Che qualcuno sia pronto a subentrare, invece, è una novità.
Le autocandidature non bastano per un cambio, ma dicono come la vedono da fuori: la panchina del Napoli oggi sembra contendibile. E con buone ragioni. Allegri è arrivato con un triennale da 6 milioni netti a stagione fino al 30 giugno 2029, senza clausole, e si era dato come obiettivo il quarto posto. Dopo dieci giornate il Napoli è ottavo con 14 punti, a 9 dal quarto posto e con la metà dei punti della Lazio. In Champions ne ha fatti 3 in quattro partite. Scegliere Allegri è stata una decisione del presidente, e anche tenerlo lo è: quel contratto rende ogni ripensamento molto costoso.
Leggi anche Allegri non è in bilico: nessun contatto con Pioli, il Napoli non prepara il ribaltone dopo Porto
Lo spogliatoio prima della panchina
La classifica non è nemmeno il problema più urgente. Politano, il vice capitano, ha parlato di una divisione tra italiani e stranieri, e anche Højlund e McTominay hanno detto cose forti. Poi a Porto c'è stato il battibecco tra Lucca e De Bruyne, in campo, mentre il Porto continuava a giocare. Per ricompattare il gruppo il club ha scelto il ritiro: da domani alle 19 la squadra sarà all'hotel Gli Dei di Pozzuoli fino alla Lazio. L'ha deciso De Laurentiis.
Abbiamo dubbi che bastino due notti in albergo a rimettere insieme uno spogliatoio diviso in due. Il ritiro è lo strumento che si usa quando non se ne hanno altri, e i problemi di questo Napoli si vedono in campo. A Torino la partita si è rotta tra il 70' e l'87'. A Porto, dopo un primo tempo chiuso sull'1-1 con il gol di McTominay, sono arrivati tre gol dal 71' in poi. Tenere insieme la squadra nell'ultima mezz'ora è compito dell'allenatore, e Allegri ne risponde. La rosa che ha dovuto mandare in campo a Porto senza un terzino di ruolo, invece, l'ha costruita il direttore sportivo Giovanni Manna.
Contro la Lazio Allegri torna in panchina anche in campionato, dopo la squalifica che gli aveva fatto saltare l'Allianz Stadium. Avrà una squadra decimata: fuori Buongiorno, Badiashile, Favasuli, Di Lorenzo, Spinazzola, Olivera, Lobotka, Neres e Alisson Santos, più De Bruyne con la caviglia distorta e Marianucci squalificato. In dubbio c'è Milinković-Savić. La Lazio arriva da prima con 28 punti, senza il capitano Zaccagni.
La domanda che ci facciamo è semplice: De Laurentiis tiene Allegri perché ci crede o perché il contratto e il calendario non gli lasciano alternative? Una risposta arriverà presto. Per noi Napoli-Lazio è una partita da dentro o fuori anche per l'allenatore. Si gioca domenica alle 12:30 al Maradona, e chi si è candidato starà a guardare.
Fonte: AreaNapoli




La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.