Spogliatoio in tensione, rosa logora: il Napoli arriva a Venezia senza più scuse
Filtra malumore dentro la squadra, la rosa paga il conto di un mese di infortuni e anche il rendimento di De Bruyne finisce sotto accusa: prima della sosta non c'è più margine per rimandare la svolta.

Dietro le quinte del Napoli filtra malumore. Non è solo la lettura a freddo di una classifica che non torna: si parla di una squadra logora, consumata da un avvio di stagione fatto di rotazioni forzate e infortuni accumulati uno sull'altro, con un rendimento che resta sotto le attese. Non è un episodio isolato: è il filo che lega gli ultimi giorni, dal crollo di Villarreal al malessere che si respira adesso dentro lo spogliatoio.
I numeri raccontano un ottavo posto con 10 punti in 6 giornate — 3 vittorie, 1 pareggio, 2 sconfitte, gol 10-6 — lontano dalla vetta occupata da Inter e Lazio a 16. In Champions League il bilancio è ancora più severo: zero punti in due gare, dopo lo 0-1 di apertura con l'Arsenal e il 3-1 di martedì scorso a Villarreal, dove il vantaggio di Rrahmani è durato un quarto d'ora prima che Mikautadze, Mouriño e Oluwaseyi ribaltassero tutto.
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Sotto accusa torna anche Kevin De Bruyne: il suo rendimento viene descritto come discontinuo, lontano dal giocatore ammirato a Manchester. È lo stesso De Bruyne che a Villarreal, nella ripresa, non avrebbe seguito l'indicazione arrivata dalla panchina di Allegri a restringere il proprio raggio d'azione — un episodio che la squadra si porta dietro da giorni e che pesa quanto un gol subito.
Sul fronte fisico la fotografia è altrettanto chiara. Anguissa, fermato da una lesione miofasciale all'adduttore, e Olivera, fermato da una lesione al muscolo otturatore esterno destro, sono rientrati in gruppo solo mercoledì insieme ad Alisson Santos; Buongiorno resta fuori per tempi lunghi dopo l'operazione al menisco; McTominay è tornato disponibile solo dall'8 ottobre, un mese dopo l'intervento per l'aritmia cardiaca. È la somma di queste assenze, più di un singolo episodio, a spiegare una rosa che arriva logora a questo punto della stagione.
Di chi è la responsabilità
Non è più il momento di distribuire colpe a distanza. Allegri risponde delle scelte di campo — le rotazioni continue, l'indicazione a De Bruyne non rispettata, l'equilibrio chiesto e non ancora trovato — ma la rosa è quella costruita in estate, chiusa con un saldo di mercato negativo per circa 47,5 milioni e senza un sostituto per ogni ruolo quando arrivano gli infortuni insieme. Se la squadra è logora, lo è anche perché le alternative vere sono mancate nei momenti in cui servivano.
Il calendario non lascia margine per rimandare: domani il Venezia del neo arrivato Nicola, ultimo in classifica a zero punti, poi martedì 20 ottobre il Bodø/Glimt al Maradona in Champions, dove un'altra sconfitta renderebbe quasi ipotecata la caccia agli ottavi, e il 24 ottobre la Roma. Non è una speranza, è una necessità: e si misura già da sabato pomeriggio, al Penzo.
Fonte: Spazio Napoli




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