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Conosci il nemico: la Lazio di Gattuso, prima in classifica e senza sconfitte

La Lazio arriva al Maradona da capolista: nove vittorie e un pareggio in dieci giornate, 24 gol fatti. Noi arriviamo dal 4-1 di Porto e dalla sconfitta di Torino con la Juventus, e con mezza difesa in infermeria.

Stadio Olimpico Lazio Rome-Venezia 24
Stadio Olimpico Lazio Rome-Venezia 24 — Foto: Zakarie Faibis · CC BY-SA 4.0

La Lazio arriva a Napoli da prima in classifica, con 28 punti in 10 giornate, 24 gol fatti e 8 subiti. Non ha ancora perso: nove vittorie e un pareggio. Sono numeri di dieci partite e da soli non bastano per un giudizio. Raccontano però una squadra che ha preso un passo e lo tiene. Lo fa mentre fuori dal campo l'ambiente è tutt'altro che tranquillo. A luglio gli Stati Generali della tifoseria, al Teatro Manzoni con oltre 500 persone in sala, hanno discusso del progetto dello stadio Flaminio e di come portare avanti la contestazione contro il presidente Claudio Lotito. In campo, finora, quella tensione non si è vista.

Gattuso e il suo 4-3-3

In panchina c'è Gennaro Gattuso, che ha costruito un inizio di stagione fortissimo. Contro il Monza, nell'ultima giornata, la Lazio ha giocato con il 4-3-3: Mandas in porta; Floriani, Doekhi, Provstgaard e Tavares in difesa; Frattesi, Belahyane e Taylor a centrocampo; Isaksen, Noslin e Zaccagni in attacco. È finita 3-1. Gattuso ha usato tutti e cinque i cambi, mandando in campo Leite, Sutalo, Pedraza, Dele-Bashiru e Pinamonti, mentre Lazzari e Cataldi sono rimasti in panchina. È una rosa che permette di cambiare uomini senza cambiare squadra, e i gol dalla panchina sono arrivati davvero.

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I pericoli hanno nomi precisi. Tavares ha segnato al 3' contro il Monza, partendo dalla linea difensiva: un terzino che arriva in area va seguito per novanta minuti. Isaksen ha firmato il secondo gol al 23', partendo da esterno del tridente. Poi c'è Pinamonti. È entrato al 30' della ripresa e tredici minuti dopo ha chiuso la partita. Per chi difende stanco nel finale, è il profilo più insidioso. Contro una difesa rimaneggiata come la nostra, una squadra che segna con i terzini, con gli esterni e con chi entra dalla panchina può trovare spazi da ogni parte.

Dove si può colpire

Gli ultimi due successi della Lazio hanno un elemento in comune: sono arrivati contro avversari rimasti in dieci. Sul campo del Sassuolo è finita 6-2, ma Thorstvedt aveva pareggiato al 7' prima di farsi espellere al 31' per un fallo grave, e Sebastiano Esposito aveva accorciato al 43'. La Lazio ha poi sfruttato la superiorità numerica. Con il Monza, Lucchesi è stato espulso al 35' del primo tempo, e Goglichidze ha comunque segnato al primo minuto della ripresa. Nelle ultime due trasferte e partite casalinghe la Lazio ha sempre preso almeno un gol. Doekhi e Provstgaard, i due centrali, sono stati entrambi ammoniti e sostituiti nella ripresa.

Noi arriviamo a questa partita nel modo peggiore: dopo il 4-1 di Porto in Champions e lo 0-2 subito dalla Juventus in campionato, con 14 punti di distanza dalla Lazio. E con una lista di indisponibili che pesa soprattutto dietro: Buongiorno, Badiashile, Di Lorenzo, Olivera, Spinazzola, Favasuli e Marianucci, oltre a Lobotka, De Bruyne, Neres e Alisson Santos. Contro la squadra che oggi corre più di tutte, Massimiliano Allegri non può permettersi un'altra prestazione senza carattere. Domenica alle 12:30, al Maradona, non chiediamo un'impresa: chiediamo una squadra che giochi novanta minuti con la testa e con le gambe.

Fonte: Rassegna stampa

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