Russo, il tatuatore dei campioni: «In Serie A ho iniziato con Politano, poi è arrivato pure Spalletti»
Valentino Russo, il tatuatore che ha disegnato sulla pelle di oltre 200 calciatori, racconta il ghepardo di Politano che fece il giro del mondo e il simbolo del Napoli tatuato a Spalletti.

Più di 200 calciatori sotto l'ago, ma il primo in Serie A porta la maglia azzurra. Valentino Russo, conosciuto come il "tatuatore dei calciatori", si è raccontato in un'intervista in cui ripercorre la carriera che lo ha portato a lavorare con alcuni dei nomi più noti del calcio internazionale: tutto, dice, è partito da Matteo Politano.
«Il primo della Serie A è stato proprio Politano. Gli ho fatto il ghepardo a tutta schiena in una sola seduta, poi una settimana dopo ci fu la partita del Napoli contro il Barcellona e lui si tolse la maglia», racconta Russo. La foto di Politano che abbraccia Messi con il tatuaggio in primo piano fece il giro del mondo, e da lì altri calciatori cominciarono a interessarsi al suo lavoro.
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Tra i nomi passati sotto il suo ago c'è anche Luciano Spalletti, al quale Russo ha tatuato il simbolo del Napoli: un caso particolare, perché l'allenatore non aveva mai fatto un tatuaggio prima. «Tatuarlo per me è stata una sensazione diversa dai giocatori, perché è un allenatore e comunque è più grande dei ragazzi che vengono di solito. In più non aveva tatuaggi, era il primo in assoluto per lui», spiega. E lo descrive così: «Anche come persona è molto speciale, ti guarda, ti studia, è un grande osservatore».
Russo si definisce tifoso del Napoli, ma «non sfegatato», più «per lo sport». Sul rapporto tra fede calcistica e lavoro è netto: «Penso che sia giusto che se lo chiamano perché lo vogliono in un'altra squadra lui ci vada, è il suo lavoro, e il lavoro deve essere rispettato. È come se chiamassero me per fare un tatuaggio a un giocatore della Juventus e io gli dicessi di no perché tifo Napoli».
Il meccanismo che gli ha permesso di arrivare a oltre 200 calciatori tatuati, racconta, si autoalimenta: «Se io tatuo un calciatore, quel calciatore poi me ne porta tre. Poi cambia squadra e vengono altri due». Tra i clienti più ricorrenti cita Di Lorenzo, Donnarumma, Cuti Romero e Fabio Silva, con cui il rapporto professionale è diventato quasi un'amicizia: «Ormai siamo diventati amici, quindi è come se ci fosse una data stabilita, ogni mese o due vado da loro per tatuarli ma anche per stare insieme in amicizia».
Sui soggetti più richiesti dai calciatori, Russo non ha dubbi: «Sicuramente leoni e tigri. Sono un soggetto che piace un po' a tutti e che in questi anni ha spopolato tanto». E l'effetto emulazione, aggiunge, parte spesso proprio dal campo: quando un giocatore sfoggia un tatuaggio di grande impatto, gli altri ne prendono ispirazione.
Fonte: AreaNapoli




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