Dal 2-0 sull'Inter al 2-2 nel giro di pochi minuti: la sosta più lunga mette alla prova il vero difetto della Roma
Undici giorni dopo il pareggio con l'Inter, la squadra di Gasperini si prepara a tornare in campo dopo tre settimane di sosta per le nazionali. Il problema non è la classifica, che resta la migliore possibile: è come la Roma rientra dagli intervalli.

Il 19 settembre la Roma era avanti 2-0 sull'Inter grazie alla doppietta di Koné, al 6' e al 37'. È bastato tornare in campo per il secondo tempo perché Martinez riaprisse la partita, al 46': la gara è poi finita 2-2. Non è stato un episodio isolato. In questo avvio di stagione la maggior parte dei gol subiti dalla Roma è arrivata proprio nei primissimi minuti della ripresa, il momento in cui la squadra di Gasperini fatica di più a restare sul pezzo dopo l'intervallo.
Ora quell'intervallo non dura quindici minuti ma tre settimane, ed è la sosta più lunga della stagione. La Roma torna in campo l'11 ottobre a Como dopo il pareggio con l'Inter di undici giorni fa, con dodici giocatori giallorossi rimasti impegnati con le rispettive nazionali fino a ridosso della ripresa. Malen, Cristante e Wesley non sono nemmeno partiti, fermati da problemi fisici: Gasperini spera di recuperarli tutti e tre per il Sinigaglia.
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Capire come si tiene alta la tensione dopo una pausa così lunga, con undici partite in quarantacinque giorni all'orizzonte, non è un dettaglio da poco per una squadra che è prima in classifica con 13 punti in 5 giornate, 4 vittorie e un pareggio, e cinque risultati utili consecutivi. Gasperini lo sa, ed è il motivo per cui nei giorni di allenamento a Trigoria ha insistito sul tenere il gruppo sulla corda: il rischio di abbassare la guardia riguarda tutte le squadre che tornano dalla sosta, ma quando le cose vanno bene la tentazione di mollare qualcosa è sempre più forte.
Un mese in apnea
Dopo Como, all'11 ottobre, non c'è respiro: il 14 ottobre arriva il Real Madrid all'Olimpico per la Champions League, il 20 ottobre tocca allo Slovan Bratislava, sempre in casa. Poi Genoa e Napoli, in un calendario da giocare ogni tre giorni per un mese. È questo il tratto di stagione che dirà davvero quanto valgono le ambizioni della Roma, in campionato e in Champions: non il primo posto di oggi, che dopo cinque giornate non misura ancora niente, ma la tenuta nelle prossime undici partite.
Il nodo resta quello aperto contro l'Inter: una squadra che segna con continuità — il record di club di due gol in dieci partite di Serie A di fila lo conferma — ma che nei momenti di passaggio, i rientri dopo l'intervallo, concede spazi che con avversari come il Real Madrid si pagano più cari che con il Torino o il Lecce. Tre settimane senza partite ufficiali, con metà rosa sparsa fra le nazionali, non sono il contesto ideale per sistemare un difetto di concentrazione: rischiano semmai di acuirlo. Si riparte da lì, domenica 11 ottobre alle 12:30 al Sinigaglia.
Fonte: Voce Giallorossa




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