Quattro firme diverse e zero parate da fare: la Roma ha fatto il suo
Senza Dybala, Svilar, Cristante e Koné la squadra di Gasperini ha chiuso la pratica Slovan in un'ora. Bene, ma il metro della Champions è un altro.

Zero parate. Non è un dato sullo Slovan Bratislava, è un dato su Gollini: in una notte di Champions, con Svilar fuori fino a fine novembre, il portiere della Roma non ha dovuto toccare un pallone che valesse qualcosa. Dall'altra parte il collega ne ha fatte sei, e ha comunque preso quattro gol. Ventisei tiri contro uno, dieci nello specchio contro zero, otto corner contro uno, tre quarti del possesso: quando i numeri sono questi, il voto alla squadra lo si dà con il freno a mano tirato, perché la domanda vera non è quanto siamo stati bravi, ma quanto ci ha lasciato essere bravi chi avevamo davanti.
Detto questo, ci sono cose che non dipendono dall'avversario e che pesano. La prima: Gasperini si è presentato senza Dybala, senza Cristante, senza Koné e senza Svilar, e la squadra non ha avuto bisogno di nessuno di loro per mettere la partita in cassaforte. La seconda: hanno segnato quattro giocatori diversi, e i primi due, Hermoso e Molina, di mestiere fanno i difensori. Il gol di Hermoso al 21' nasce da un assist di Ghilardi, altro difensore. Una squadra che porta i reparti arretrati a decidere le partite è una squadra che attacca tutta insieme, e questo è il marchio dell'allenatore più di qualsiasi risultato.
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Il secondo tempo ha detto il resto. Pisilli al 52' su assist di Malen, poi Malen dal dischetto al 58': in sei minuti la partita è passata da chiusa a imbarazzante per gli ospiti, e Gasperini ha potuto usare i cambi per quello che servono in un calendario così, cioè per far rifiatare chi deve giocare sabato. Pellegrini è tornato in campo al 51', ed è la notizia della serata per chi guarda alla stagione intera più che alla singola notte: con Dybala fermo per altre cinque gare, averlo di nuovo dentro non è un dettaglio.
Il nodo, se vogliamo trovarlo, sta proprio qui: questa Roma fa benissimo contro chi la lascia giocare, e tre partite senza subire gol lo confermano. Ma la Champions non si misura sullo Slovan Bratislava, si misura sul Real Madrid, che è il prossimo avversario nel torneo. Lì si capirà se la fase difensiva che oggi è un vanto regge quando dall'altra parte i tiri non sono uno ma venti, e se il gioco corale tiene senza il palleggio comodo di stasera.
Intanto, sabato alle 18 c'è il Napoli al Maradona, e quella sì che è una partita con cui si pesa qualcosa. L'entusiasmo della piazza per Gasperini è giustificato dai fatti, non dalle chiacchiere: la squadra gioca, segna con tanti, non prende gol. Ma chi tifa Roma da anni lo sa meglio di chiunque: a ottobre non si è vinto niente, e il modo migliore per rispettare un 4-0 è non trasformarlo in un proclama. Daje, e piedi per terra.



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