Orsato premia la gestione di Massa in Roma-Inter: «Il direttore di gara deve scomparire»
Il responsabile della CAN, in un'intervista alla Gazzetta dello Sport, cita il 2-2 dell'Olimpico come esempio della nuova linea arbitrale: meno fischi, più gioco, Var solo per l'errore evidente.

Daniele Orsato, responsabile della Commissione Arbitri Nazionale di Serie A e Serie B, ha scelto Roma-Inter come esempio virtuoso in un'intervista alla Gazzetta dello Sport. Tra gli episodi di questo avvio di campionato ha indicato la gestione di Massa nel 2-2 dell'Olimpico del 19 settembre come il modello di arbitro che funziona: «Guardate la gestione di Roma-Inter da parte di Massa. Il direttore di gara durante le partite dovrebbe scomparire, non deve essere protagonista, nessuno deve parlare della sua direzione».
Il giudizio si inserisce nella linea dettata dalle nuove regole IFAB e dall'uso ridotto del Var in queste prime giornate di campionato: «Si gioca di più e ci si ferma molto meno. Così ne guadagna lo show, anche se ovviamente per gli arbitri è più faticoso perché hai meno pause. In più, alleni le nostre squadre ad avere una dimensione internazionale».
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Sul termine «linea Orsato» il responsabile CAN frena, ma non sul metodo: «Non mi fa impazzire il termine in sé, credo sia più una questione di metodo. Spingo i miei ragazzi a essere decisi e a prendersi le proprie responsabilità... Bisogna correre e fischiare, senza pensare al pubblico o agli errori. Si valuta tutto dopo». Sul Var è netto: «Deve intervenire solo nel caso di evidente errore. Non possiamo fischiare fallo a ogni contatto. L'arbitro deve decidere e avere credibilità, soprattutto agli occhi dei giocatori in campo».
Orsato non si nasconde dietro gli episodi positivi e ammette gli errori di questo avvio: «In questo inizio di stagione abbiamo fatto degli errori - e non vanno fatti - ma potevano essere pure di più. Siamo andati meglio di come pensavo». L'esempio che porta non riguarda la Roma ma la Juventus: «Vedi Rowe trattenuto da Kalulu in Juventus-Atalanta, e in quei casi il Var avrebbe aiutato» — la prova che anche chi difende la nuova linea riconosce margini di errore nel lasciare correre.
Il 2-2 con l'Inter, va ricordato, è anche la partita delle doppiette di Koné (6', 37') e Martinez (46', 79'), e quella dopo la quale il Giudice Sportivo ha multato il club di 3.000 euro per il lancio di petardi, con la prima ammonizione stagionale per Ghilardi, Ndicka e Koulierakis. Una linea che fischia meno i contatti, letta dalla nostra parte, è una lama a doppio taglio: avvantaggia una squadra che ha il pressing più aggressivo tra i cinque grandi campionati europei e vive di duelli vinti, ma esporrà sempre di più una rosa già con tre ammoniti pesanti a giudizi arbitrali più larghi nei contrasti.
Un metro che la Roma ritroverà presto su un palcoscenico ben diverso: a Como l'11 ottobre, poi il 14 contro il Real Madrid di Mourinho all'Olimpico, nel mese senza respiro che apre il vero banco di prova della capolista.
Fonte: ForzaRoma




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