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Roma-Slovan Bratislava 4-0: un tiro concesso in novanta minuti, poi il resto è cronaca

Hermoso apre al 21', Molina raddoppia prima dell'intervallo, Pisilli e Malen su rigore chiudono i conti: lo Slovan non ha mai tirato nello specchio.

Mario Hermoso
Mario Hermoso — Foto: Giovanni Batista Rodriguez from San Sebastian-Donostia, Espa · CC BY 2.0

Un tiro. Uno solo, e nemmeno nello specchio. È il numero che racconta la serata dello Slovan Bratislava all'Olimpico meglio di qualsiasi aggettivo: 26 conclusioni per la Roma, 10 in porta, 8 corner, 73% di possesso, e dall'altra parte una partita vissuta quasi per intero nella propria metà campo. Gollini ha chiuso la serata senza una parata da fare, mentre il portiere slovacco ne ha dovute mettere insieme sei. Il risultato è maturato così, con una squadra che ha spinto dal primo minuto all'ultimo e un'altra che si è limitata a contenere.

Il primo segnale è arrivato al 20', con l'ammonizione di Barseghyan. Un minuto dopo la Roma era già avanti: Ghilardi, schierato dal primo minuto, ha servito Hermoso e il difensore ha sbloccato la partita al 21'. Da lì la gara ha preso una direzione sola. Al 39' è toccato a Molina, altro difensore a segno, e l'intervallo è arrivato sul 2-0 con lo Slovan ancora senza un tiro.

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Gasperini ha mosso la panchina presto. Al 51' è entrato Soulé al posto di Pellegrini, che tornava in campo dopo l'infortunio, e al 52' Pisilli ha firmato il terzo gol su assist di Malen. Sei minuti più tardi, al 58', lo stesso Malen ha trasformato il rigore del 4-0. Un minuto dopo l'olandese è uscito per Castro, insieme a Wesley sostituito da Rensch: due cambi con la partita già in cassaforte, che hanno dato minuti a chi ne aveva bisogno.

Il resto è stata gestione. Al 77' Gasperini ha richiamato anche De Roon e Hermoso, uno dei marcatori, per Mancini e Koulierakis, e la Roma ha portato a casa il risultato senza concedere nulla fino al fischio finale. Camara e Martinez hanno rimediato un giallo a testa nella ripresa, segno di una squadra ospite che ha provato a tenere il campo come poteva.

Cosa lascia questa partita: un turno di Champions League chiuso con quattro gol fatti e nessuno subito, nella stagione del ritorno in coppa dopo sette anni di assenza. Due difensori a segno, i due attaccanti che si sono divisi assist e rigore, Soulé entrato a partita in corso nei giorni in cui la piazza lo esalta insieme al giovane Lulli. La porta inviolata è arrivata per la terza partita consecutiva, e con Svilar atteso non prima del 21 novembre il dato pesa ancora di più. Sabato alle 18 c'è Napoli-Roma al Maradona, e lì si cambia torneo e si cambia tutto: il campionato non si misura su una serata come questa.

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