Totti al Brancaccio: «Un mio ritorno? Le cose si fanno insieme, altrimenti non si fanno»
Davanti a oltre 1600 persone, per la presentazione di «Oltre», Totti parla dell'addio del 28 maggio, della cena con Gasperini e della porta socchiusa con la Roma: «Sono dietro le quinte, ma per la Roma ci sono sempre».

Il Teatro Brancaccio di Roma ha ospitato la presentazione di «Oltre», il libro con cui Francesco Totti ha raccontato scelte, ferite e rinascite. In sala oltre 1600 persone, tra cui la compagna Noemi Bocchi, Arianna Mihajlović, moglie di Sinisa, e l'ex giallorosso Vincent Candela.
Sul palco Totti ha ammesso di aver faticato a mettere la sua storia nero su bianco: «Ho sempre fatto parlare il campo, sono uno di poche parole, ma stavolta mi hanno messo al muro: mi hanno costretto a fare questo libro. Ero titubante». E ha aggiunto, con la sua ironia: «Io ancora questo libro lo devo leggere».
Leggi anche Totti: «Fui io a consigliare Castro a Gasperini». «Se avessi lasciato la Roma, sceglievo il Milan»
Il 28 maggio e l'amore Il passaggio più duro riguarda l'addio alla Roma: «Il 28 maggio è stato come morire, sotto certi punti di vista. Un addio forzato, che non volevo». Poi: «Ho accettato a malincuore la decisione di quella dirigenza. Avevo paura di voltare pagina, non sapevo cosa avrei trovato. Mi sono sentito perso». Nel libro, ha spiegato, torna spesso una parola: amore. «In questi 50 anni ho dato e ricevuto tanto amore: dalla famiglia, dai figli, dal popolo».
Gasperini e la porta socchiusa Su Gasperini il giudizio è netto: «In questo momento è la persona giusta: duro, esigente, uno che si fa rispettare. In un ambiente come questo è fondamentale». Della cena con l'allenatore dice che gli ha trasmesso «una consapevolezza enorme» sull'amore per la città e per la Roma. Una promozione che arriva cinque giorni dopo il «top player» detto prima di Roma-Real Madrid, e sette giorni prima... no: arriva con la Roma terza a 17 punti e la miglior difesa del campionato, 3 gol subiti in 7 giornate.
Sul possibile ritorno, Totti ha chiuso con una frase che non lascia spazio a forzature: «Hanno altre idee di vita e di lavoro, ed è giusto così. Lo accetto volentieri. Le cose si fanno insieme, altrimenti non si fanno: se dall'altra parte non c'è lo stesso pensiero, è inutile andare oltre». E ancora: «Sono contento di quello che stanno facendo anche senza di me».
Un intervento che completa quanto detto il 14 ottobre con il suo «Non torno», nel giorno del primo incontro con la dirigenza all'Olimpico. Il quadro resta lo stesso: nessuna rottura, nessun ritorno in programma. Per noi, che a Totti non chiediamo di tornare per forza ma di non sentirsi mai ospite in casa sua, resta la domanda che nessuno dice ad alta voce: quel «dietro le quinte» è una scelta, o è quello che resta quando le idee non coincidono?
Domani alle 21, contro lo Slovan Bratislava, l'Olimpico tornerà a riempirsi: Totti sarà, ancora una volta, uno dei temi che la Curva si porta dietro anche senza essere in campo.
Fonte: RomaNews



La parola alla Curva
Nessuno ha ancora parlatoPer commentare entra nella Curva — gratis, senza password.