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Comi: «Roma e Como possono insidiare l'Inter, su Torino dico giallorossi»

L'ex libero di Torino e Roma, doppio ex della sfida di lunedì, promuove l'avvio di stagione di Gasperini e indica i giallorossi, insieme al Como, come possibili outsider scudetto dietro l'Inter.

Lo stadio Olimpico di Roma
Lo stadio Olimpico — Foto: DoubleJack92 · CC BY-SA 4.0

Doppio ex di Torino-Roma, Antonio Comi guarda alla sfida di lunedì con gli occhi di chi ha vestito entrambe le maglie, e il suo giudizio va oltre la singola partita: dietro l'Inter, nella corsa scudetto, per lui possono inserirsi anche Roma e Como. «Ha una rosa che è la più completa, però la Roma la può insidiare e deve puntare sugli scontri diretti; nella lotta possono rientrare il Como sin da ora e, a gioco lungo, secondo me anche la Juventus».

Sulla gara di lunedì all'Olimpico Grande Torino, l'ex difensore non si sbilancia oltre un pronostico cauto: «Sulla carta direi Roma, però vediamo quanto peserà la stanchezza dopo Istanbul». La Roma arriva alla vigilia seconda in classifica con 9 punti in tre giornate, reduce dal pareggio 1-1 di Champions League contro il Fenerbahçe.

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Sul lavoro di Gasperini, Comi non usa mezzi termini: «Parliamo di un grande tecnico, che cura ogni particolare in modo quasi ossessivo; quest'anno è partito ancora meglio dell'anno scorso e la squadra ha un'identità consolidata, i giocatori si sentono un gruppo granitico».

A tenerlo legato alla maglia giallorossa, prima ancora di Gasperini, fu un altro allenatore: Gigi Radice, lo stesso che vinse lo scudetto del '76 con il Torino e che alla Roma lo trasformò da centravanti in centrocampista e poi addirittura in libero. «Alla Roma feci solo il centrale difensivo, anzi proprio il libero se vogliamo, un po' staccato dietro, in coppia con grandi giocatori come Manfredonia, Aldair… da giovane non lo avrei mai detto, oggi solo orgoglioso di aver mostrato una tale duttilità», racconta Comi, che a Radice riconosce anche il merito di aver dato fiducia ai giovani aspettando i loro tempi di maturazione.

Il ricordo del primo anno in giallorosso passa dal Flaminio, «ambiente caldissimo», e dalla figura del presidente Viola, descritto come «l'ultimo dei romantici, uno che controllava perfino l'erba dell'ultimo campo a Trigoria». Il rammarico più grande resta invece la finale di Coppa UEFA del 1991, persa contro l'Inter: «Giocammo alla pari nelle due gare e al ritorno mancò davvero poco per andare almeno ai supplementari».

Comi ha chiuso la carriera proprio a Como, un'altra realtà rispetto a quella di oggi: «il Presidente Beretta mi chiedeva, visto che ero il giocatore più esperto, di aiutare i giocatori più giovani a crescere, così li avrebbe venduti bene». Un passato che rende ancora più particolare il suo giudizio attuale sui lariani come possibile outsider scudetto, la stessa squadra che indica accanto alla Roma come la più pericolosa per l'Inter. La risposta sul campo arriva lunedì alle 18:30, quando Torino e Roma si affrontano per la quarta giornata di campionato.

Fonte: RomaNews

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