Totti: «Fui io a consigliare Castro a Gasperini». «Se avessi lasciato la Roma, sceglievo il Milan»
Nel libro «Oltre», uscito nel giorno del suo cinquantesimo compleanno, il Capitano racconta di aver suggerito lui, a cena con Gasperini, il nome di Santiago Castro. E confessa quale maglia avrebbe indossato se non fosse rimasto giallorosso per venticinque anni.

C'è un dettaglio che riguarda direttamente il campo di Gian Piero Gasperini in «Oltre», il libro pubblicato da Francesco Totti nel giorno dei suoi 50 anni. Durante una cena avvenuta nei mesi scorsi, racconta l'ex capitano, fu lui a suggerire all'allenatore tre nomi per rinforzare la rosa: «A Gasperini ho consigliato un attaccante, che era Castro, un esterno e un centrocampista». L'attaccante è arrivato davvero: Santiago Castro, prelevato dal Bologna per 36 milioni più il 10% su una futura rivendita, il colpo più oneroso dell'estate giallorossa.
Gasperini, secondo il racconto di Totti, aveva apprezzato subito l'indicazione: «Castro piace tantissimo anche a me, mi sa che vediamo il calcio allo stesso modo». Il campo, per ora, racconta un'altra gerarchia: l'argentino è fermo a 105 minuti in cinque giornate di campionato, alle spalle di Malen nelle scelte dell'allenatore. Degli altri due consigli di Totti — l'esterno e il centrocampista — nella rosa attuale non c'è ancora traccia: il ds Tony D'Amico ha già rinviato a gennaio la caccia a un terzino basso e a un'ala di strappo, casella che resta scoperta.
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Nella stessa intervista, rilasciata il giorno del compleanno — ieri, 27 settembre — Totti ha aperto uno squarcio su un bivio mai raccontato prima: «Se avessi lasciato la Roma, avrei scelto il Milan. Da piccolo mi affascinava tantissimo la squadra di Sacchi e dei tre olandesi». Detto da chi ha vissuto venticinque stagioni con la maglia giallorossa addosso, senza mai indossarne un'altra, non è un rimpianto: è la misura di quanto quella fedeltà, con un'altra ammirazione covata da ragazzino, non fosse affatto scontata.
Sul numero 10, quello che ha reso Totti l'unico proprietario della maglia più pesante del club, l'ex capitano resta fermo su un principio già noto ma qui ribadito con nettezza: «Va data a un giocatore che possa restare a lungo alla Roma, non a uno di passaggio». Non è un dettaglio da poco per chi ricorda perché Paulo Dybala gioca oggi con il 21 sulle spalle: nello stesso libro Totti racconta di aver rifiutato di consegnare personalmente la maglia numero 10 all'argentino sul palco della presentazione — «risposi: siete tutti scemi» — episodio che portò Dybala a scegliere un altro numero.
Alla Roma, comunque, Totti dedica la gratitudine più semplice: «Alla Roma devo dire grazie: mi ha permesso di realizzare il mio sogno, indossare un'unica maglia, la numero 10, ed essere capitano». Parole che chiudono un compleanno già raccontato nei suoi festeggiamenti a Las Vegas e negli auguri di Infantino, ma che aggiungono per la prima volta il retroscena di mercato e il sogno rossonero mai vissuto.
Sul fronte squadra, intanto, la Nazionale di Roberto Mancini lascia a riposo Gianluca Mancini per la trasferta di Nations League di domani sera a Bursa contro la Turchia, mentre Daniele Ghilardi è stato regolarmente convocato. Piccoli movimenti nella settimana di sosta che precede il vero banco di prova: Como-Roma, l'11 ottobre, con la squadra di Gasperini ancora prima in classifica e a caccia del sesto risultato utile consecutivo.
Fonte: RomaNews

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