Trastevere si tinge di giallorosso: due nuovi murales per i 50 anni di Totti
Nelle vie del rione sono comparse due opere dedicate al Capitano nel giorno del mezzo secolo, diventate virali sui social prima ancora di una spiegazione ufficiale.

Trastevere ha risposto ai 50 anni di Totti a modo suo: due murales nuovi, comparsi nelle ultime ore nelle vie del rione e diventati virali sui social prima ancora che qualcuno li spiegasse. Si aggiungono ai tanti già sparsi per la città, ma arrivano nel giorno giusto e nel posto giusto, in uno dei quartieri che più hanno adottato il Capitano come icona pop oltre che sportiva.
Il primo è a San Callisto, firmato da Alessandra Francesca Coppola, in arte Sagomato66, che in passato ha già dedicato opere a Totti e a Daniele De Rossi. Il murale raffigura l'ex numero 10 con la maglia bianca della Roma della stagione 2001/02, quella successiva al terzo scudetto, versione Champions League con la patch della competizione sulla manica destra. Accanto al volto compare la scritta "Amore Eterno", e la firma dell'artista si chiude con un messaggio diretto: "Buon compleanno Capità".
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Il secondo si trova in via della Lungaretta, opera di Harry Greb. Qui Totti indossa la maglia dello scudetto, la stessa della notte del 3-0 al Barcellona all'Olimpico, con sulla manica una patch che porta il numero 50. Tra le braccia stringe un pallone e il vecchio stemma giallorosso, i due simboli più riconoscibili della sua storia in giallorosso.
Il compleanno è quello di domenica scorsa: Totti ha compiuto 50 anni, venticinque dei quali vissuti in maglia giallorossa dall'esordio al ritiro, e li ha festeggiati a Las Vegas con la famiglia. Mentre il club apriva le celebrazioni social con un alfabeto dedicato ai momenti che lo hanno reso il Numero 10, la città ha risposto a modo suo, sui muri, senza bisogno di essere coordinata da nessuno.
È la parte che nessun comunicato ufficiale racconta: Roma non ha aspettato indicazioni per celebrare Totti, lo fa da sola, nei rioni, con gli artisti che scelgono di propria iniziativa una location come Trastevere invece che i pressi dello stadio. Due opere diverse per stile e soggetto — una più intima, l'altra più carica di riferimenti alla storia sportiva — ma nate dalla stessa esigenza: fissare sul cemento un legame che a parole si fa fatica a spiegare a chi non è di qui.
Non è la prima volta e non sarà l'ultima: la città ha già i muri pieni di lui, e ogni ricorrenza importante ne aggiunge uno. Il conto esatto nessuno lo tiene, ma il messaggio resta lo stesso a ogni murale nuovo: a Roma, Totti non è mai davvero andato in pensione.
Fonte: Corriere dello Sport Roma



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