1928, il referendum che diede ai Galletti il loro nome
Come nacque il soprannome storico del Bari, tra una fusione imposta dal regime e un voto popolare in città.

Il Bari nasce il 15 gennaio 1908 come Bari Foot-Ball Club, con atto notarile firmato l'11 aprile. A fondarlo sono commercianti oriundi europei, il principale dei quali è Floriano Ludwig. I colori, bianco e rosso, arrivano dall'effigie del Comune di Bari: la squadra li porta ancora oggi.
La storia si interrompe nel 1915, con lo scioglimento del club. Il Bari torna in campo nel 1924, ma è il 1928 l'anno che cambia tutto: per ordine del segretario federale fascista Leonardo D'Addabbo, le due squadre cittadine Liberty e Ideale vengono fuse in un solo club, l'Unione Sportiva Bari. Non è una scelta dei tifosi, è un ordine politico.
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Quello stesso anno, però, la città ha voce in capitolo su un dettaglio che i tifosi porteranno fino a oggi: il soprannome. Il giornalista Alfredo Bogardo promuove un referendum popolare per scegliere come chiamare la nuova squadra. Vince Galletti, nome che accompagna il Bari da allora.
Da quella fusione imposta e da quel voto popolare nasce l'identità che si porta dietro ancora nel nome. Il club, sciolto e rifondato più volte - l'ultima nel 2018, nella forma attuale della SSC Bari, sotto la proprietà di Luigi De Laurentiis tramite Filmauro - ha attraversato quasi un secolo restando squadra ascensore: 18 promozioni e 17 retrocessioni dal 1928 a oggi. Il miglior piazzamento resta il settimo posto della stagione 1946-47, mai più eguagliato.
Il soprannome resiste anche perché il campo, negli anni, gli ha dato ragioni per restare: la Vecchia stella del Sud degli anni Quaranta, poi La Bari fino agli anni Sessanta, sono etichette diverse per la stessa storia iniziata con quel referendum popolare. Oggi, in Serie C, i Galletti provano a scrivere un altro capitolo di quella stessa identità nata quasi cento anni fa da una fusione imposta e da un voto della gente.



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