Grgic e Mendicino, il centrocampo che non c'è: la pagella dei nuovi dopo dodici giornate
La regia è affidata all'austriaco, che doveva portare personalità ed esperienza ed è invece la delusione più grande. Sulle fasce Tribuzzi e Della Morte sono ancora a zero gol, davanti tiene Butić. Il conto di come è stata costruita la rosa va presentato a chi l'ha costruita.

Il guaio più grosso dei nuovi arrivati sta in mezzo al campo, cioè dove si dovrebbe dare il ritmo alla squadra. Grgic doveva garantire personalità ed esperienza al reparto. Dopo dodici giornate è il più deludente del gruppo: lento e compassato in cabina di regia, poco aggressivo, fin troppo scolastico nelle giocate. Non è riuscito a prendere per mano la squadra, ed era il motivo per cui era stato preso. Accanto a lui Mendicino è stato anonimo finora: sia da playmaker che da mezzala non ha mai offerto una prestazione degna di nota.
Dodici giornate bastano ormai per giudicare il mercato estivo, e il giudizio va letto accanto ai numeri. In estate sono arrivati tredici giocatori per tornare subito in Serie B. Oggi il Bari è secondo con 22 punti, a -7 dal Potenza, e non vince in campionato dal 2-0 al Giugliano del 10 ottobre. Dopo sono arrivati lo 0-0 col Crotone, l'1-1 di Caserta e l'1-1 con la Scafatese. Dopo quella partita Rastelli ha parlato di una prima mezz'ora buona, poi «si è spenta la luce». Un centrocampo che non tiene il pallone e non detta i tempi c'entra parecchio con quel black-out.
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In mezzo l'unico segnale diverso viene dal classe 2008 Prisco, apparso più intenso, dinamico e coinvolto nella manovra. Ma se il ragazzo più giovane del reparto è anche quello che cresce di più, il problema non è suo. È di chi ha scelto gli altri.
Fasce senza gol, difesa a metà
Sulle corsie offensive il dato è secco: zero gol per Tribuzzi e zero per Della Morte, spesso costretti a fare i quinti a tutta fascia. Del caso Tribuzzi abbiamo già scritto. Qui basta il confronto con la capolista: a Potenza Petrungaro e D'Auria trascinano la squadra, Petrungaro ha 6 gol e 3 assist. Il Bari lo aveva cercato davvero e non lo ha preso. Dietro di loro c'è Esposito, che però non sembra ancora pronto per partire titolare.
In difesa il bilancio è a metà. Elia cresce ed è sempre sicuro, solido e affidabile al centro. Cocetta convince meno, anche se è in ripresa. A destra Mogoș sta alzando pian piano il suo livello. A sinistra invece Anzolin e Celli continuano a faticare, con Celli frenato anche da un infortunio: poca spinta e qualche sbavatura di troppo in fase difensiva. In un reparto che in trasferta ha preso quasi tutti i gol, la fascia sinistra è un buco che si vede.
Davanti Butić ha 4 gol in campionato, porta fisicità e aiuta a costruire la manovra. Gómez, a segno con Casertana e Scafatese, dà i primi segnali dopo un avvio complicato anche da un infortunio. Ora deve dimostrare di valere l'investimento fatto dal club. Bianchi invece è sotto le attese: poco cattivo e poco concreto negli ultimi metri. Un attacco che regge su un solo uomo non basta per un campionato che si vince solo arrivando primi.
Ecco la domanda che ci portiamo dietro. Rastelli risponde delle scelte di formazione, ma il regista lento, le fasce che non segnano e la sinistra che non spinge li hanno scelti Pierpaolo Marino e Antonio Minadeo. Un allenatore si può cambiare in una settimana. Un mercato sbagliato invece pesa fino a gennaio, e la finestra si riapre il 2. Lunedì alle 20:45 al Curcio di Picerno vedremo quanti di questi nuovi saranno in campo e quanti di loro faranno cambiare idea alla piazza.
Fonte: Telebari




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