Dodici giornate dopo, il mercato di Marino è sotto processo: un difensore e un centrocampista mai arrivati
Dopo l'1-1 con la Scafatese e il primo gol subito al San Nicola in campionato, la rosa costruita in estate finisce nel mirino. Il direttore generale Pierpaolo Marino risponde di una rivoluzione che finora non ha dato i frutti attesi.

Contro Crotone e Casertana erano arrivati due pareggi. Con la Scafatese serviva vincere, e invece è arrivato il terzo pari di fila: Gómez al 9', Emmausso al 31', e il primo gol subito in casa in campionato. Siamo secondi con 22 punti, a quattro dal Potenza capolista, che ha anche una gara da recuperare. In quattro gare ufficiali non abbiamo vinto, e la piazza ha smesso di aspettare.
Il pallone passa a chi ha costruito questa squadra, non solo a chi la allena. Il direttore generale Pierpaolo Marino aveva definito questa stagione l'impresa più difficile della sua carriera. Dopo dodici giornate quell'impresa ha l'aria di un'esperienza che non decolla e non migliora. Il tempo e la prudenza che servivano per giudicare una squadra cambiata quasi per intero, a questo punto, sono stati concessi.
Una rosa rifatta, con due buchi mai riempiti
In estate sono cambiati pochissimi interpreti rispetto alla passata stagione, in entrata e in uscita. Già allora aveva fatto rumore il fatto che non fossero arrivati un difensore e un centrocampista. Quei due buchi, a distanza di 61 giorni dalla chiusura del mercato, si vedono ancora. Si è chiuso il 1° settembre alle 20 e riapre solo il 2 gennaio: fino ad allora si possono tesserare soltanto svincolati.
Il malumore adesso guarda anche ai singoli. Alcuni giocatori arrivati con il biglietto da visita della categoria si stanno ambientando a Bari con troppa lentezza. Il caso più evidente è Grgic, che in regia viene giudicato troppo lento e compassato nella costruzione. Con la Scafatese non c'era, per la contusione al nervo sciatico del 23 ottobre, e ha saltato la seconda gara di fila. Il suo ruolo resta uno dei nodi della squadra. Nel mirino sono finiti anche Della Morte e Tribuzzi. Dagli esterni offensivi in dodici giornate è arrivato un solo gol, di Bianchi, e i due nomi che avrebbero dovuto cambiare questo dato sono ancora a zero.
A questo si aggiunge una verità scomoda: in questo Bari quasi tutti i reparti hanno qualche lacuna, e la squadra non ha ancora un'identità riconoscibile. Il reparto dei portieri, almeno sulla carta, è il più completo. Il resto lo giudica il campo, e il campo in queste settimane dice altro.
Per questo la domanda che ci portiamo al bar non è solo se Rastelli debba restare. È se la squadra consegnatagli sia all'altezza della piazza che chiede la promozione diretta. L'allenatore risponde delle scelte, ma chi ha costruito la rosa risponde della rosa. E il silenzio della società su questo punto pesa quanto i pareggi.
La prima occasione per cambiare il discorso è lunedì 9 novembre alle 20:45 a Picerno, allo Stadio Comunale Donato Curcio. Poi arriva il derby con il Foggia, sabato 14. Due partite per dimostrare che il mercato di Marino non è già un caso chiuso.
Fonte: TuttoBari


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