Mantovani, la fascia al braccio e la crisi addosso: il capitano non trascina più il Bari
Il problema del numero 3 non nasce con la Scafatese: gli errori sono cominciati a inizio stagione. Ora Rastelli deve decidere che cosa fare del suo capitano, e intanto si gioca anche la panchina.

Tre pareggi di fila in campionato, quattro gare ufficiali senza vittoria, i fischi del San Nicola alla fine dell'1-1 con la Scafatese. Se questa crisi ha una faccia, è quella di Valerio Mantovani. Ed è un problema, perché il capitano dovrebbe essere il primo a tirare fuori la squadra dal momento difficile. Oggi invece ne è il ritratto più fedele.
Sul gol di Emmausso al 31' c'era anche lui, e l'abbiamo già scritto. Ma fermarsi a quell'azione sarebbe comodo. La parabola di Mantovani comincia a inizio stagione, con errori che non facevano parte del suo repertorio e che hanno lasciato sconcertati i tifosi. Lo vediamo troppo spesso distratto, goffo in alcune giocate, in ritardo nelle chiusure. Anche la condizione fisica non convince, forse pure per l'infortunio di qualche settimana fa. È lontanissimo dal giocatore che altre piazze hanno ammirato e che, in alcune partite, abbiamo visto anche con la nostra maglia.
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Il punto non è solo il rendimento di un giocatore. Un capitano che sbaglia trasmette insicurezza a tutto il reparto, e il reparto risente più di tutti del rendimento di chi porta la fascia. Rastelli aveva puntato molto su di lui, sulla sua voglia e sulla sua presenza. Doveva essere il trascinatore di un gruppo chiamato al riscatto dopo il playout perso col Südtirol. L'obiettivo dichiarato era tornare subito in B. A dodici giornate siamo secondi a 22 punti, con il Potenza a +4 e una gara in meno, e la squadra che doveva vincere il campionato non sa più vincere una partita.
La fascia e la panchina
Qui c'è la domanda scomoda, e va rivolta all'allenatore. Dopo la Scafatese Rastelli ha parlato di una squadra «involuta» e di una buona mezz'ora a cui è seguito il buio. Ma le scelte sono sue. In rosa ci sono altri sette difensori, il vice capitano è Maggiore. Lasciare fuori il capitano è una decisione pesante, che spetta a chi allena. Il dubbio che ci portiamo dietro è che un allenatore con la panchina in discussione dal 27 ottobre non abbia più la forza di prenderla. Se Mantovani gioca perché toglierlo farebbe rumore, e non perché è il migliore a disposizione, il problema non è più soltanto suo.
Va detto anche ciò che gli fa onore. Dopo quello che è successo la scorsa stagione, Mantovani ha accettato di restare e di legarsi ancora al Bari. Non lo dimentichiamo. Ma la scelta di restare non può diventare un posto garantito, e la piazza non lo chiede: chiede che il capitano torni a fare il capitano. Non sappiamo se questa crisi sia irreversibile. Sappiamo però che il primo segnale deve darlo a sé stesso, prima ancora che alla squadra.
Il primo appuntamento è lunedì 9 novembre alle 20:45 allo stadio Comunale Donato Curcio. Il Picerno ha 18 punti, quattro meno di noi, e in Coppa lo abbiamo già eliminato. Cerignola e Sorrento sono a due punti. Cinque giorni dopo, sabato 14, c'è il derby col Foggia.
Due partite per capire se il Bari ha ancora un capitano, o soltanto una fascia.
Fonte: TuttoBari




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