Tredici acquisti e un solo gol dalle fasce: ora a rispondere tocca anche a Marino e Minadeo
La rosa è stata rifatta in estate per tornare subito in Serie B. Dopo dodici giornate il Bari è a -7 dal Potenza e non vince in campionato dal 10 ottobre: oltre alla panchina, adesso va giudicato anche il mercato.

Tredici innesti nella sessione estiva, una rosa rifatta quasi da capo e un obiettivo dichiarato: la risalita immediata in Serie B. Dopo dodici giornate quel lavoro ha prodotto un secondo posto a -7 dal Potenza, tre pareggi di fila con Crotone, Casertana e Scafatese e nessuna vittoria in campionato dal 10 ottobre. Finora sul banco degli imputati c'è stato quasi soltanto Massimo Rastelli. Ma la squadra in campo l'hanno costruita il direttore generale Pierpaolo Marino e il direttore sportivo Antonio Minadeo, e anche il loro lavoro va giudicato.
Si parte dall'attacco, il reparto più rivoluzionato: sono arrivati Gómez, Butić, Bianchi, Della Morte, Tribuzzi ed Esposito. Butić, unico fisso del tridente, ha segnato 4 gol in campionato, ma a fasi alterne. Gómez ha segnato nelle ultime due giornate dopo circa un mese fermo per problemi fisici, però prima di quello stop aveva deluso. E dietro di loro non c'è niente: nella rosa non esiste un'alternativa di ruolo ai due centravanti, e in questo primo terzo di campionato il Bari è rimasto più volte senza un ricambio credibile là davanti.
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Le fasce, il buco più evidente In un 4-3-3, dagli esterni ci si aspettano superiorità numerica, presenza in area e gol. Dagli esterni offensivi del Bari ne è arrivato uno solo, quello di Bianchi. Tribuzzi, Della Morte ed Esposito sono ancora a zero in campionato, ed Esposito ha all'attivo un assist. Intanto il Potenza capolista si gode Petrungaro, 6 gol e 3 assist in 11 presenze: il Bari lo aveva cercato con insistenza e non l'ha preso. Rastelli deve far rendere meglio quegli esterni, è vero. Ma se quasi nessuno di loro segna, il problema non è più soltanto di chi li manda in campo.
Poi c'è il centrocampo. Darboe ha saltato un mese intero, dal 4 ottobre fino ai pochi minuti giocati con la Scafatese, e con la Scafatese mancava anche Grgic per una contusione al nervo sciatico. Senza di loro la mediana non ha mai trovato ritmo, ha costruito poco e non ha retto quando gli avversari hanno alzato l'intensità. Maggiore, vice capitano e a quota 4 gol, alza il livello del reparto, ma non può tenerlo in piedi da solo. In estate si era parlato di Gelli, ma il direttore sportivo aveva smentito seccamente: un centrocampista così, oggi, ci servirebbe eccome.
Il punto vero è questo: una squadra che vuole vincere il campionato deve restare competitiva anche quando perde qualche titolare. Questo Bari ha contato 10 infortuni nelle prime 10 giornate, e adesso si è fermato anche il capitano Mantovani, con un sospetto di lesione muscolare tra adduttore e flessore. Una rosa con tanti doppioni in certi ruoli e nessuna copertura in altri non è un problema di scelte dell'allenatore: è un problema di come è stata costruita la rosa.
C'è poi la domanda che ci portiamo dietro da settimane. Se a gennaio bisognerà intervenire su esterni e centrocampo, cioè su metà della squadra, che cosa resta del mercato estivo? Dopo l'1-1 con la Scafatese i capi-ultras hanno voluto parlare con Rastelli e con Minadeo, non solo con l'allenatore. La piazza la sua risposta l'ha già data: la responsabilità di questa stagione è di tutti e due.
Il mercato riapre sabato 2 gennaio e chiude martedì 2 febbraio alle 20. Fino ad allora si possono prendere solo giocatori svincolati, e da qui a gennaio ci sono Picerno, il Foggia al San Nicola, il Catania al Massimino e il Savoia. Si comincia lunedì alle 20:45 al Curcio, contro un Picerno che con Di Deo in panchina ha vinto entrambe le partite giocate, e con Cerignola e Sorrento a due punti. Si gioca con questi uomini, e con questi uomini bisogna vincere.
Fonte: PianetaBari




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