Antenucci: «Sceglierei Bari altre mille volte, la retrocessione mi ha sorpreso e rattristito»
L'ex attaccante biancorosso, protagonist della promozione in Serie B nel 2021-22, guarda al presente di un Bari tornato in Serie C: il ricordo dello stadio pieno si scontra con le tribune di oggi.

Lontano dal campo, Antenucci rafforza il suo legame con Bari attraverso un nuovo progetto: insieme a Valerio Di Cesare e Raffaele Bianco ha fondato la Captains Football Academy, un'accademia di specializzazione tecnica per ragazzi dai 6 anni in su, con open day fissato per il 3 ottobre all'Olimpic Center. «Io, Di Cesare e Bianco siamo legatissimi a Bari», spiega l'ex bomber, sottolineando la volontà di affiancare le scuole calcio del territorio con test valutativi periodici, camp, clinics e un percorso che include anche sedute con nutrizionista e psicologa. Un'iniziativa che, dice, nasce anche dall'affetto ricevuto dai baresi dopo il suo addio: «Mi porto ancora dietro tutto l'affetto dei baresi, che mi apprezzano come calciatore ma soprattutto come persona».
«La retrocessione in Serie C mi ha sorpreso e rattristito molto». Mirco Antenucci non usa mezzi termini per raccontare cosa ha provato a vedere il Bari tornare nella categoria dove lui stesso, nel 2019, scelse di ripartire a 35 anni. «Ovviamente nel calcio può accadere di perdere, però vedere retrocedere una società a cui sono legato fa molto male», dice l'ex numero 9, che ammette di non essere ancora riuscito a tornare al San Nicola: «Fa un effetto strano vedere lo stadio quasi completamente vuoto. Io porto ancora dentro di me il ricordo di tante famiglie che ci seguivano e ci supportavano negli anni in cui ho giocato».
Quel ricordo ha un nome preciso: la promozione in Serie B della stagione 2021-22, di cui Antenucci fu tra gli artefici. «Quel Bari che riuscì a salire in Serie B era un gruppo forte. Avevamo tutti un senso di appartenenza importante verso la città. Il gruppo è stata la nostra forza», racconta. Ma sul presente, con la squadra di Rastelli che insegue la risalita immediata dopo il playout perso col Südtirol, non si sbilancia: «Non saprei dire se un ritorno in cadetteria basterebbe per riportare entusiasmo in città. La Serie C è un campionato duro, infatti noi abbiamo impiegato tre anni per vincerla».
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C'è una data che per Antenucci segna lo spartiacque di tutto quello che è venuto dopo: l'11 giugno 2023, quando il Bari mancò la Serie A per il rotto della cuffia. «Abbiamo sfiorato il miracolo, che poi non si è avverato. Purtroppo le sconfitte e le delusioni fanno parte del gioco», dice, per poi ammettere i limiti di chi ha seguito la squadra da fuori negli anni successivi: «Le cause del tracollo sono tante e difficili da individuare per chi, come me, ha potuto seguire il Bari solo dall'esterno».
Del suo quadriennio in biancorosso, dal 2019 al 2023, Antenucci non rinnega nulla: «Bari è sempre un'opportunità, un valore aggiunto per la carriera di un calciatore. Sarebbe stata l'unica squadra in cui sarei potuto andare in Serie C. Sceglierei Bari altre mille volte». Tra i momenti che porta con sé cita la vittoria a Latina in Serie C, la prima partita in Serie B a Parma e il successo di Venezia. Un solo rimpianto: «Il rimorso che mi porto ancora dietro è di essere andato via dopo quattro anni così speciali. A Bari ho lasciato tantissimi amici».
C'è anche una soddisfazione più larga, quella di chi ha visto crescere compagni più giovani diventati oggi giocatori affermati: Caprile, Folorunsho e Cheddira su tutti. «Io, Di Cesare ed altri siamo stati i loro fratelli maggiori», dice Antenucci, chiudendo il cerchio tra un passato che ha lasciato tracce nella rosa e nei ricordi e un presente che la piazza fatica ancora a mettere a fuoco.
Le tribune semivuote di cui parla Antenucci sono lo stesso San Nicola che sabato alle 17:30 ospiterà Bari-Cosenza, settima giornata di un campionato che i biancorossi stanno affrontando da terzi in classifica con 13 punti. Il gruppo forte che lui ricorda e il senso di appartenenza di cui parla restano il metro con cui la piazza continua a misurare chi indossa oggi quella maglia.
Fonte: TuttoBari




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