Cessione Bari, la società nomina un advisor e promette le carte al Comitato: adesso servono i fatti
Dall'incontro tra il Comitato dei Garanti e Federico Menichini escono la nomina di un advisor e l'impegno a consegnare la documentazione contabile e patrimoniale. Per Gaetano Sassanelli «qualcosa si muoverà», ma solo i comportamenti concreti conteranno.

La novità è una nomina. All'incontro con il Comitato dei Garanti, la società ha comunicato di aver scelto un advisor per la cessione. Ha anche detto di essere disposta a trasmettere la documentazione contabile e patrimoniale richiesta. Il portavoce Gaetano Sassanelli ha ribadito che la volontà della proprietà è vendere il Bari anche prima del 2028, senza aspettare modifiche o proroghe sulla multiproprietà. Il nome dell'advisor non è stato reso noto.
Il passaggio è meno scontato di come suona. Fino a pochi giorni fa il rapporto tra Comitato e Filmauro era fatto di silenzi. Lo dice lo stesso Sassanelli: «Sto ai fatti, i fatti dicono che sino a venerdì mattina non avevamo segnali di collaborazione e disponibilità per il mantenimento degli impegni. Abbiamo mosso delle critiche quando non ci hanno risposto».
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Sul tavolo c'è anche un tono diverso. Il portavoce racconta che Menichini «si è trattenuto una notte in più a Bari perché voleva esserci in presenza». Apprezza poi il direttore generale Pierpaolo Marino, che ha voluto presenziare «nonostante le non buone condizioni fisiche». Il giudizio è netto: «Nella riunione c'è stata disponibilità e c'è un atteggiamento diverso. Ora aspettiamo che tutti gli impegni assunti vengano mantenuti».
Le carte, prima di tutto
Il primo test è documentale. «A stretto giro si sono impegnati a dare la documentazione che abbiamo richiesto, che non è difficile da reperire. Ci aspettiamo che arrivi in questa settimana», spiega Sassanelli. Aggiunge di essere convinto che «qualcosa si muoverà, poi però aspettiamo comportamenti concreti». Se i documenti arrivano, il Comitato può andare avanti con il suo lavoro. Se non arrivano, la settimana dirà più di qualunque comunicato.
Sugli acquirenti, nessun nome e nessun dettaglio: «rientrano in un accordo e in un impegno di riservatezza». Resta però la posizione della proprietà, riferita così: «hanno detto in maniera chiara che non hanno intenzione di rimanere qui a Bari. Hanno dichiarato che non hanno interesse ad arrivare all'ultimo giorno perché non vogliono rischiare di rimanere con il cerino in mano». Sull'esistenza di dialoghi per la vendita, Sassanelli parla di «sensazione» condivisa da tutti: contatti probabili, nessuna certezza su tempi o esito.
Qui sta la nostra domanda scomoda. Una proprietà contestata da una piazza che riempie il San Nicola solo a metà, e che il 18 ottobre contro il Crotone era presente in 2.435, non può limitarsi a dichiarare di voler vendere. Dire «vendiamo» costa poco. Un advisor e una cartella di documenti sono i primi gesti che si possono controllare, e chi segue il Bari da anni sa quanto separi le intenzioni dai fatti. Noi aspetteremo le carte, non le parole.
Intanto la squadra non aspetta nessuno: venerdì 23 ottobre alle 20:30 c'è la Casertana al Pinto, con i tifosi biancorossi a rischio divieto di trasferta. La partita è in campo, la cessione è nelle mani di chi deve consegnare i documenti.
Fonte: PianetaBari



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