Cessione del Bari, il Comitato si ferma: le carte non sono complete e De Laurentiis non ha risposto
Gli undici garanti nominati dal sindaco dicono di non poter svolgere il loro mandato con la documentazione ricevuta dalla società. Hanno chiesto un incontro a Vito Leccese per spiegargli le loro ragioni.

Il Comitato di Garanzia e Trasparenza si è fermato. Gli undici esperti nominati dal sindaco Vito Leccese hanno fatto sapere ai media di non poter portare avanti il loro incarico. La Ssc Bari, sostengono, non ha completato l'invio dei documenti richiesti e non ha spiegato perché. Quello che la proprietà ha consegnato non basta per svolgere il mandato, «anche alla luce degli impegni assunti in precedenza». Per questo il Comitato si è rivolto al presidente Luigi De Laurentiis e al sindaco, a cui ha chiesto un incontro per spiegare perché le verifiche non possono andare avanti nelle condizioni attuali.
Il passaggio più pesante della nota è un altro. Il Comitato ha già segnalato il problema al presidente del Bari e non ha ricevuto risposta.
Fino a ieri il percorso sembrava avviato. Il 17 ottobre all'Hotel Parco dei Principi la società si era presentata con l'avvocato Federico Menichini, mentre il direttore generale Pierpaolo Marino era collegato da remoto. A fine riunione il portavoce del Comitato, l'avvocato Gaetano Sassanelli, aveva parlato di un dialogo positivo: le richieste di documenti erano state accolte e il club si era impegnato a mandare quanto serviva. In quella sede la proprietà aveva confermato di voler vendere, possibilmente anche prima del 2028, l'anno in cui finirà la multiproprietà. Aveva confermato anche che ci sono soggetti interessati al club, con contatti ancora in una fase iniziale. Il 22 ottobre è arrivata la prima tranche di documenti, quasi tutta sulla situazione patrimoniale. Il 4 novembre il Comitato si è riunito e ha rinviato le valutazioni alla settimana successiva, dopo aver ricevuto altri documenti integrativi. Mercoledì abbiamo raccontato che i garanti volevano arrivare a una stima di massima del valore del club. Adesso si scopre che per farlo mancano le carte.
Le domande che restano a Bari
Il Comitato non ha poteri sulla trattativa, e questo va detto chiaramente. Il suo stop non blocca nessuna vendita. Ma al tifoso non interessa la forma giuridica, interessa il comportamento. Il 17 ottobre una società si impegna, davanti a un organismo voluto dal Comune, a consegnare quello che le viene chiesto. Tre settimane dopo quell'organismo dice che la consegna non è stata completata e che al presidente non è arrivata nemmeno una risposta. Per noi questo pesa più di qualsiasi dichiarazione d'intenti fatta in albergo. A settembre la società ha rivendicato il bilancio approvato il 4 settembre, con il patrimonio netto tornato a +918mila euro dopo il −6,4 milioni dell'anno prima. Allora non riusciamo a capire che cosa ci sia da non mostrare a chi chiede di vedere i conti.
C'è poi il silenzio, che non è una novità. La nota non riporta alcuna replica della società e Marino, che il 17 ottobre era collegato, non ha detto nulla. Su un tema che a Bari brucia da anni, la multiproprietà con il Napoli, non rispondere vuol dire dare una risposta. E la piazza l'ha già capita a modo suo. Con il Crotone al San Nicola c'erano 2.435 spettatori, in un clima di protesta contro la proprietà, con la Scafatese 2.023 e i fischi alla fine. Dopo il 9-1 del Como al Lens molti tifosi sono tornati a parlare di un'assegnazione del club che a Bari non hanno mai digerito.
Tutto questo arriva nella settimana peggiore. La squadra è seconda con 22 punti, a −7 dal Potenza, e non vince in campionato dal 10 ottobre. Lunedì alle 20:45 gioca al Curcio contro il Picerno, con Rastelli in discussione e un ambiente che non ha più pazienza. Ora la palla passa al sindaco Leccese, che dovrà decidere se e quando ricevere il Comitato. Dalla società si aspetta ancora una risposta che non è arrivata.
Prima ai garanti, poi alla città.
Fonte: Antenna Sud




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