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Cessione Bari, la società consegna i conti al Comitato: un passo atteso, ma la vendita è un'altra cosa

Oggi pomeriggio la SSC Bari ha trasmesso al Comitato di Garanzia la documentazione contabile e patrimoniale richiesta nell'incontro con il legale Menichini. Le carte ci sono, ma di un acquirente o di una data per la cessione non c'è ancora traccia.

Cessione Bari, la società consegna i conti al Comitato: un passo atteso, ma la vendita è un'altra cosa
Cessione Bari, la società consegna i conti al Comitato: un passo atteso, ma la vendita è un'altra cosa — Grafica Arena Bari

Le carte sono arrivate. Oggi pomeriggio la SSC Bari ha trasmesso al Comitato di Garanzia tutta la documentazione contabile e patrimoniale legata alla cessione. È quella che il Comitato aveva chiesto nell'incontro all'Hotel Parco dei Principi di Palese, a cui aveva partecipato Federico Menichini, legale della famiglia De Laurentiis. A comunicarlo è stato il portavoce del Comitato, Gaetano Sassanelli.

Gli atti danno agli undici esperti nominati dal sindaco Leccese il 30 settembre gli elementi contabili e patrimoniali che servono per valutare il futuro del club. Il confronto tra le parti va avanti e nei prossimi giorni sono attesi nuovi aggiornamenti. Dopo quell'incontro avevamo scritto che servivano i fatti. Questo è il primo, e va riconosciuto: la proprietà aveva preso un impegno e lo ha mantenuto.

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Detto questo, consegnare le carte non vuol dire vendere. Nell'incontro di Palese la proprietà ha confermato di voler cedere il Bari entro il 2028 e si è detta disposta a farlo anche prima. Però quella scadenza non l'ha scelta la proprietà: il ministro Abodi ha ribadito che dal 2028 la multiproprietà non sarà più ammessa. Promettere di vendere entro il 2028 equivale a promettere di rispettare la legge. La vera notizia sarebbe una vendita anticipata, e per ora non ci sono una data, un acquirente né il nome dell'advisor che la società ha detto di aver nominato.

Perché questi conti pesano

Il Comitato non riceve documenti qualsiasi. Il bilancio al 30 giugno 2026, approvato il 4 settembre, segna un patrimonio netto passato da -6,4 milioni a +918mila euro. La Procura ha rinunciato alla liquidazione giudiziale ma ha aperto un fascicolo per presunta falsità in bilancio. Sono gli stessi numeri che qualsiasi compratore serio vorrà studiare prima di sedersi al tavolo. Adesso il Comitato ha in mano gli strumenti per dire alla città, senza filtri, in che condizioni la proprietà lascerà il Bari a chi arriverà dopo. Ci aspettiamo che lo faccia.

Il clima intorno al club è noto. Ieri Leccese era a Roma da Abodi con Melchiorre, Lacarra e Dell'Olio per chiedere che le regole sulla multiproprietà restino come sono: se la politica sente il bisogno di difendere la scadenza, vuol dire che il rischio di un rinvio lo vede anche lei. Al San Nicola, contro il Crotone, c'erano 2.435 spettatori e una protesta contro la proprietà. La piazza vuole che i De Laurentiis se ne vadano. Al bar, intanto, gira una domanda scomoda: se la voglia di vendere è così chiara, perché a Bari serve un comitato nominato dal sindaco per farsi consegnare i conti del club?

Domani alle 20:30 la squadra gioca al Pinto, e i residenti in Puglia non potranno entrare. Fuori dal campo, il prossimo passo spetta al Comitato e al suo aggiornamento dei prossimi giorni. Lì vogliamo sentire il nome dell'advisor e sapere se dall'altra parte del tavolo c'è qualcuno.

Le carte, da sole, non bastano più.

Fonte: PianetaBari

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