Leccese lega stadio e vendita del Bari, ma teme il ricorso dei De Laurentiis
Il sindaco di Bari, intervenuto a Passione Bari Radio Selene, dice che il progetto di riqualificazione del San Nicola e un eventuale cambio di proprietà della squadra sono per lui legati, pur restando due pratiche formalmente distinte.

Vito Leccese lo dice chiaro, a Passione Bari Radio Selene: il progetto di riqualificazione del San Nicola e l'eventuale cambio di proprietà della SSC Bari, per lui, sono legati. Lo dice però come opinione personale, non da sindaco, e si premura di separare i piani: l'acquisto della squadra è una partita privata, lo stadio è «di natura pubblicistica» e segue le sue regole.
Sul progetto Leccese adotta un tono che vuole essere realistico più che trionfale: «Vivo serenamente questa questione senza creare grandi aspettative, ma avendo un approccio realistico, ci troviamo per la prima volta ad avere un progetto di riqualificazione per i nostri impianti». Il primo frutto, dice, è già arrivato: Bari è tra le città candidate a Euro 2032, e secondo il sindaco senza la proposta di partenariato pubblico privato depositata da Stadio & Co quella candidatura non ci sarebbe stata.
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Dietro l'entusiasmo misurato resta però un lavoro di verifica tutto da completare. Il sindaco lo ammette: «Il progetto va valutato sotto tutti i punti di vista, dobbiamo fare tutte le verifiche dei soggetti economici dietro la società Stadio & Co». È lo stesso dossier che il 6 ottobre ha avuto il primo incontro della conferenza di servizi in Comune, con il verdetto sull'interesse pubblico atteso entro il 21 ottobre: anche in caso di via libera, il piano economico-finanziario dovrà comunque passare dal Consiglio comunale prima di qualsiasi gara. Per affrontare la questione da vicino, Leccese annuncia un viaggio a Roma per parlarne personalmente con Abodi.
È sul nodo proprietà che le parole del sindaco pesano di più. Alla domanda se il progetto sia slegato dall'acquisto della squadra, risponde con una sfumatura che vale la pena isolare: «Opinione personale, non da sindaco: per me sono legati. Voglio ricordare però che l'acquisto della squadra è indipendente dall'aspetto dello Stadio che è di natura pubblicistica». Due piani che restano formalmente separati, ma che nella testa del sindaco - e probabilmente in quella di buona parte della piazza - continuano a intrecciarsi.
C'è poi un passaggio che introduce un elemento nuovo: la richiesta di accesso agli atti depositata dai De Laurentiis. Leccese la inquadra con cautela: «La richiesta agli atti da parte dei De Laurentiis, solitamente è il preludio a un ricorso in giustizia amministrativa, spero non sia così perché si creerebbe un clima di tensione». Una frase che arriva mentre la proprietà biancorossa resta sotto la pressione di una tifoseria che da settimane continua a disertare il San Nicola in segno di protesta, in attesa di una parola definitiva sul futuro societario.
Il calendario, a questo punto, ha due scadenze da tenere d'occhio: il verdetto sull'interesse pubblico del progetto, atteso per il 21 ottobre, e il passaggio in Consiglio comunale che comunque servirà prima di qualunque gara per l'affidamento. Fino a quel momento, stadio e proprietà del Bari restano due pratiche che la politica tiene formalmente divise e che il sindaco, a microfoni aperti, continua a raccontare come un tutto unico.
Fonte: LaBariCalcio




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