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Luigi De Laurentiis, silenzio dal dicembre scorso: due sole parole ad Antenna Sud

Mentre la Procura archivia la richiesta di liquidazione giudiziale e il progetto per il nuovo San Nicola prende quota, il presidente del Bari non parla da dicembre scorso: solo un passaggio ad Antenna Sud nei giorni dell'elezione di Malagò ha rotto un silenzio che dura da prima della retrocessione.

Lo stadio San Nicola di Bari
Lo stadio San Nicola — Foto: it.wikipedia.org

Da dicembre scorso, da prima ancora che arrivasse la retrocessione in Serie C, di Luigi De Laurentiis non si è più sentita la voce. Un'eccezione sola: un paio di parole pronunciate ad Antenna Sud nei giorni dell'elezione di Malagò a presidente del CONI. Il resto è silenzio, lo stesso che da mesi la curva traduce in cori di protesta ormai spenti più che in contestazione aperta.

Quella di questa mattina doveva essere l'udienza decisiva sulla liquidazione giudiziale: la sostanza, però, era già arrivata l'altro ieri con la rinuncia della Procura alla richiesta presentata il 7 luglio. Resta aperto il fascicolo penale: il capitolo societario più pesante si chiude, non tutto il resto.

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Sull'altro fronte, quello dello stadio, le voci arrivano da oltreoceano: l'interesse di Stadio&Co S.r.l. e di Gregory Vaughn per rigenerare San Nicola e Della Vittoria si fa sempre più concreto, nella corsa a una delle sedi di Euro 2032 che la UEFA valuterà tra cinque impianti titolari e due di riserva. Un progetto che, se dovesse concretizzarsi, porta con sé anche una domanda scomoda per chi guarda al campo: uno stadio ridisegnato ad hoc ha bisogno di una squadra all'altezza, in una categoria degna del nome Bari. Tempistiche e cifre restano tutte da definire.

Sul San Nicola, intanto, cala un silenzio diverso da quello dei piani alti: quello degli spalti. Le 2.841 presenze registrate col Cosenza, nemmeno un ventesimo della capienza da 58.270 posti, raccontano uno stadio che assomiglia sempre più al biennio del Covid, quando le urla di chi dirigeva dalla panchina e il rumore del pallone sull'erba arrivavano nitidi fino in tribuna. Il virus, questa volta, si chiama multiproprietà: ogni notizia che allontana lo spettro della liquidazione o avvicina la cessione viene accolta come un sollievo, non come un motivo di festa.

Eppure sul rettangolo verde il Bari non si deprime affatto. Cinque risultati utili consecutivi, il 2° posto a quota 16 insieme al Potenza, la squadra di Rastelli che dopo il successo sul Cosenza ha riempito più pagine di esultanza che di facce scure. È il paradosso di questi giorni: la squadra che vince quasi senza pubblico, un presidente che non parla mentre altri parlano al posto suo — gli avvocati, i giudici, una società straniera interessata allo stadio — e una piazza che fatica a scegliere se festeggiare la classifica o restare in allerta sul resto.

Chiuso, per ora, il fronte giudiziario più pesante, resta aperto quello della fiducia: non basta il comunicato del club, che rivendica "la piena e totale correttezza dell'operato della società", a restituire la voce a chi la società la rappresenta. Finché Luigi De Laurentiis non tornerà a parlare, il Bari continuerà a farsi sentire solo nel modo in cui sa farlo meglio, cioè in campo.

Domenica all'Arechi, contro la Salernitana del gemellaggio, la squadra avrà un'altra occasione per far parlare solo i risultati. Il resto, volumi e silenzi compresi, non dipende da chi gioca.

Fonte: TuttoBari

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